giovedì, 30 marzo 2006
V2

Il film tratto da V per Vendetta, visto ieri sera, non mi ha convinto più di tanto: ci sono diverse cadute di stile e alcune cose sono un po' esagerate. Mi è sembrata un'occasione sprecata. Sono invece impaziente di andare a vedere Factotum tratto dall'omonimo libro di Bukowski, scritto e diretto da Ben Hamer, già regista del delizioso Kitchen Stories.
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categoria:cinema
mercoledì, 29 marzo 2006
Citazioni & rimandilaurprom



A proposito del fatto che ho usato Laura Palmer di Twin Peaks come modello per la mia bella e tremenda Elena in Paradise for All (vedi QUI), guardate cosa ho trovato in Una pinta di inchiostro irlandese di Flann O'Brien (vedi QUI):

"I personaggi dovrebbero essere scambievoli tra un libro e un altro. L'intero insieme della letteratura preesistente deve essere considerato come un limbo nel quale gli scrittori intelligenti possono trovare i personaggi richiesti, creandone altri nuovi soltanto nei casi in cui non riescano a trovare già fatto un burattino adeguato. Il romanzo moderno dovrebbe essere in gran parte un repertorio di rimandi. La maggior parte degli scrittori perdono il tempo a dire ciò che già è stato detto, di solito molto meglio. Una gran copia di rimandi ad opere già esistenti permetterebbe al lettore di conoscere istantaneamente il carattere di ciascun personaggio, eviterebbe faticose spiegazioni e vieterebbe efficacemente ai ciarlatani, agli arrivisti, agli imbroglioni e agli illetterati la comprensione della letteratura contemporanea.

In questo brano c'è tanta ironia e, sicuramente, non mi sentirei di sottoscrivere l'ultima parte (secondo me una citazione, da altre opere come dalla propria autobiografia, ha valore solo in caso in cui la comprensione del testo sia possibile anche a chi tale citazione non ha mezzi di comprenderla), ma più lo leggo, più Flann O'Brien scala la cima della mia lista dei miei autori preferiti.
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categoria:letteratura, paradise for all
martedì, 28 marzo 2006
il caimano
NanniMoretti220


Finalmente sono riuscito a vedere Il Caimano di Nanni Moretti. L'ho trovato un film molto divertente e Silvio Orlando fa una grande prova di attore. Ancora una volta il protagonista (dopo The producer vedi QUI) del film è un produttore: sull'orlo di una crisi economica; con alle spalle molti film tresh; sposato con ex attrice bionda che aveva fatto da protagonista a uno dei suoi film, ma in crisi: sta per essere lasciato... ma, un momento! Non era un film su Berlusconi? Per un momento mi è venuto il dubbio che fosse ispirato alla vita di Cecchi Gori e che alla fine il produttore si candidasse in Lazio per la Lega Nord! In realtà, Berlusconi c'entra, perchè l'ultima speranza per questo produttore è una sceneggiatura di una regista esordiente ispirata alla vita del premier. Un film su un film, che parla molto anche di cinema, che diverte (bellissimo anche il personaggio dell'attore che dovrebbe interpretare il ruolo di Berlusconi: un Michele Placido anche lui in grande forma), che commuove (il pessimo produttore è, però, un bravo e tenero papà che deve spiegare ai figli la fine del suo matrimonio) e fa riflettere, ma non più di tanto e senza aggiungere granchè, sulla situazione politica italiana. Lasciando perdere il polverono mediatico politico che ha generato (con Berlusconi che arriva a dichiarare: "Io sono il caimano; Prodi un poveretto.") rimane uno dei migliori film italiani degli ultimi anni.
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categoria:politica, cinema
lunedì, 27 marzo 2006
V

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Bellissimo romanzo a fumetti, questo V per vendetta di Alan Moore. Ha un supereroe mascherato per protagonista, ma di un tipo molto particolare: un terrorista che si trucca come Guy Fawkes (il personaggio storico che nel seicento tentò di far saltare in aria il parlamento inglese); e che è stato sottoposto a una lunga sperimentazione a base di LSD in un campo di concentramento. Anche l'ambientazione, l'universo in cui si muove, è cupo e originale. Un inghilterra post atomica (durante la sequenza che racconta lo svolgersi della guerra c'è una delle battute più belle del libro; una madre che dice alla sua figlioletta: "L'Africa non c'è più"), in cui un gruppo di fascisti è andato al potere e controlla coscienze, media e potere grazie ad apparati di controllo (il fato, l'orecchio, il dito), che ricordano molto il romanzo 1984 di Orwell. Molto bella anche l'appendice, un lungo articolo di Moore sulla genesi del personaggio. Carina questa frase in quarta di copertina: "In Inghilterra a Moore sono stati dedicati corsi universitari. Lui non è particolarmente entusiasta: "Ormai all'università si studiano anche le Spice Girls" ha dichiarato." Da questo romanzo i fratelli Wachwski hanno tratto un film che è ora nelle sale italiane e che, a questo punto, sono molto curioso di andare a vedere.
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categoria:cinema, fumetti, recensioni libri
lunedì, 27 marzo 2006
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” - Art. 21 Costituzione italianaberlDa Mucchio.it:
La copertina del Mucchio Selvaggio di aprile “avrebbe” dovuto riportare un disegno di uno storico personaggio del fumetto italiano. Il "catzillo" è un fumetto underground, molto famoso negli anni Ottanta, che l'autore Gianfranco Grieco ha modificato per noi facendolo assomigliare a Berlusconi, ovviamente legato a un lungo articolo che mette in guardia sul votare “Forza Italia” alle prossime elezioni politiche.
Abbiamo usato il verbo “avrebbe” perché il distributore nazionale (Parrini) si è rifiutato di fare uscire il giornale in edicola. Non vuole correre il rischio di denuncie penali.
Ne parla anche Loredana Lipperini QUI
postato da: AlessioRomano alle ore 15:15 | Permalink | commenti
categoria:politica, fumetti
venerdì, 24 marzo 2006
Ultime da Chieti
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Simpatica presentazione/reading oggi a Chieti al MateInfoShop interno 4. E' intervenuta la brava scrittrice locale Luisa Gasbarri, che mi ha fatto belle domande (e mi ha dato modo di chiarire il senso della misoginia del protagonista di Paradise for All, vedi QUI). Curiosa la presenza di un folto numero di vecchiette (un paio di loro hanno anche comprato il libro, dicendomi che a loro piace tanto Baricco, e quindi gli sarei piaciuto sicuramente anche io che ho fatto la sua scuola) la cui presenza ha un po' inibito il reading che è seguito all'incontro; mi sono autocensurato, evitando di leggere qualcuna della tante parolacce. Subito dopo un aperitivo con prodotti equi e solidali.
postato da: AlessioRomano alle ore 21:55 | Permalink | commenti
categoria:paradise for all
giovedì, 23 marzo 2006
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Per altre informazioni vedere QUI e QUI
postato da: AlessioRomano alle ore 14:53 | Permalink | commenti
categoria:paradise for all
giovedì, 23 marzo 2006
G o d  Jr


img739_2Stasera c'era la presentazione dell'ultimo libro di Dennis Cooper ( QUI per vedere il bel sito) nella libreria di Minumim Fax in via Lungaretta (una strada di Trastevere che segue una numerazione assurda; ci ho messo mezz'ora a ritrovare questa piccola e sugggestiva libreria). A presentare il libro c'era Ivan Cotroneo. Il pubblico era assai particolare: c'erano almeno tre editori, e diversi tra giornalisti, critici e scrittori. E anche Romina Power, andata via quasi subito per via del suo cane, che rimasto fuori dalla libreria con una sua amica  si era messo a piangere. Dennis Cooper mi ha fatto una gran bella impressione; leggerò presto il suo libro (sempre che riesca a farmi regalare una copia dalla Fazi): la storia di un padre tetrapleggico che ha come ultimo legame con il figlio morto un videogioco al quale il figlio giocava spesso. Diventerà la sua ossessione e anche il luogo dove compiere un lungo viaggio psichedelico. L'autore ha spiegato che questa storia, diversa dalle sue precedenti, con meno violenza, droga e sesso, è frutto del desiderio di scrivere un libro che anche il nipote tredicenne potesse leggere; la scelta di un protagonista sulla sedie a rotelle nasce, infatti, per avere la certezza che scene di sesso non ce ne sarebbero potute essere.
postato da: AlessioRomano alle ore 01:50 | Permalink | commenti
categoria:segnalazioni, letteratura, vita romana
mercoledì, 22 marzo 2006
Vita da matricolalo

Ieri notte a Roma c'è stata una notte in bianco; tutte le facoltà erano aperte e c'erano incontri, lezioni, proiezioni e un botto di gente che andava in giro per la cittadella universitaria. Io sono arrivato troppo tardi per sentire l'incontro con Edoardo Albinati e Filippo Timi che tutti mi hanno detto  essere stato divertentissimo. Il clima era molto bello, aule e corridoi con ragazzi e ragazze, moltissimi gli stranieri, che andavano in giro ubriachi, la musica di Eugenio Finardi, in concerto insieme a un gruppo  che si chiama Custodia Cautelare (!) come sottofondo, il banco  dei libri da prendere in prestito affolatissimo, quello del commercio equo e solidale (ma dati i prezzi sarebbe da chiamare iniquo ed egoista) pure. Certo, rispetto alle notti in bianco dell'Università di Bologna, era tutto un po' meno carico e molti alla fine sono andati via per raggiungere i locali di S. Lorenzo.
Sempre all'Università oggi ho fatto uno strano incontro. All'uscita, di fianco ai ragazzi che distribuiscono volonatini del CEPU o delle copisterie, c'era un vecchietto, con due fogli attaccati sulla pancia e sulla schiena con scritto PACE E GIUSTIZIA che mi ha dato un foglietto con il suo programma per un mondo migliore. Ecco cosa c'era scritto, e mi sono subito innamorato della sua lucida, esaltante follia, nel suo eclettico programma:
La vera democrazia del Governo Perenne e Sempre Nuovo: (l'unico sistemapolitico ammministrativo che può  dare giustizia in pace e serenità)
Il Super Errore nel Codice Stradale: (l'attuale codice è costituito con una norma fondamentale che determina intasamenti e favorisce incidenti)
Calendario Solare Invariabile: (i giorni dell'anno, del mese e della settimana coincidono sempre, perciò calendari e agende saranno perenni)
Scuola e Riforma: (attestati di studio completi di tutte le materie con voti specifici e cumulativi differenziati; mai più esami, mai più concorsi)
Era poi riportata questa massima:
La persona che si macchia di grave colpa, specie se verso i propri simili, o che conoscesse, biblicamente parlando, in modo illecito, più di una persona dell'altro sesso, difficilmente avrà più pace e la serenità interiore, ma sarà quasi sempre agitata e insoddisfatta, perchè detti comportamenti determinano uno stato d'animo molto disturbato.
postato da: AlessioRomano alle ore 14:24 | Permalink | commenti
categoria:vita romana
martedì, 21 marzo 2006
stampa[1]

Su ItaliaLibri ORG una recensione che si può leggere QUI
postato da: AlessioRomano alle ore 13:12 | Permalink | commenti
categoria:paradise for all
lunedì, 20 marzo 2006
F O R Z A     S E R B I A !600px-Flag_of_Serbia_and_Montenegro
Con grande orgoglio oggi ho saputo che le tratttive per vendere i diritti di Paradise for All per una traduzione in Serbia sembrano abbiano avuto esito positivo!
postato da: AlessioRomano alle ore 17:37 | Permalink | commenti
categoria:paradise for all
lunedì, 20 marzo 2006
thrillermagazine
QUI
si può leggere un'intervista uscita su Thriller Magazine.
postato da: AlessioRomano alle ore 14:08 | Permalink | commenti
categoria:paradise for all
lunedì, 20 marzo 2006
Springtime for Hitler

theproducersIeri sera sono andato a vedere The Producers (facendo, per inciso, una grandissima cazzata: qui a Roma è in corso la seconda edizione di Cin Cin Cinema, vedi QUI per info, e se fossi andato un'altra sera o di pomeriggio avrei pagato metà biglietto). La regia di questo divertente musical è di Susan Stroman, già coreografa dello spettacolo teatrale a cui questo film è ispirato. Spettacolo che a sua volta si rifà al film Per favore non toccate le vecchiette! di Mel Brooks del 1967. Un remake quindi, anche se per vie un po' traverse. Pantomime, umorismo demenziale, motivetti orecchiabili,  balletti e coreografie per una storia semplicemente geniale.  Due produttori capiscono che in determinate circostanze è più redditizio fare uno spettacolo che sia un fiasco clamoroso, piuttosco che produrre una commedia di successo. Trovata la peggiore sceneggiatura, Primavera per Hitler scritta da un nostalgico neo-nazista (interpretato da Will Ferrell), che mette in scena un'apologia del nazismo; il peggiore regista, uno che più gay non si può; il peggiore corpo di ballo ( tra cui una straordinaria Uma Thurman, mai vista così topa come in questo film); la commedia viene messa in scena. Inutile dire che critica e pubblico la troveranno geniale e che i due producer si ritroveranno in un mare di guai. Mi fa venire in mente il finale di un film di Woody Allen, credo Hollywood Ending, in cui un regista è costretto a girare un film dopo aver perso completamente la vista. Il film che ne viene fuori è ovviamente una schifezza; tutto sembra perduto... ma ecco che la critica francese lo acclama come uno dei film più geniali degli ultimi anni!
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categoria:cinema, vita romana
domenica, 19 marzo 2006
Punteggiatura, che passione!


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Su Io, donna di ieri Beppe Severgnini polemizza contro il libro di testo di un nipote liceale che definisce l'uso del punto e virgola come "non indispensabile". Ecco la difesa dello scrittore: "Il punto e virgola è più che indispensabile; è comodo (vedete?), filosoficamente utile e politicamente interessante. Secondo T. W. Adorno è "il simbolo stesso della dialettica": supera e riprende quel che è antecedente, e lo trasforma in qualcosa di diverso. Il punto e virgola è ammirevole. Una scelta liberale di fronte alla dittatura del punto  e all'anarchia delle virgole. I nemici del punto e virgola dicono: bisogna semplificare! Sono i machos dell'interpunzione. Vogliono punti fermi, esclamazioni, domande; il punto e virgola viene considerato un segno sessualmente equivoco. E se anche fosse? La punteggiatura è moralmente nuetra. La promiscuità tra trattini e parentesi è da scoraggiare in quanto confusionaria: non per ragioni etiche. Così, l'eccesso di puntini di sospensione va combattuto per motivi estetici. So che molti autori usano poco il punto e virgola, e preferiscono mitragliare la pagina di punti. In mani esperte il punto fermo regala ritmo al discorso. Ma resta un segno assolutista: obbliga alla maiuscola, che è una forma di inchino ortografico. Il punto e virgola, invece, è democratico e duttile: permette di rallentare fino quasi a fermarsi, e proseguire. Cambiando soggetto oppure no. Il punto e virgola è il più piccolo manifesto ideologico mai scritto; bisogna saperlo leggerlo, però. Contiene una dose di dubbio e suspense, e obbliga a una deliziosa, impercettibile apenea mentale."
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Mi viene in mente l'unico, vero scazzo che ho avuto con la Fazi durante il lavoro  di impaginazione di  Paradise for All. La disputa del "trattone", come sarebbe stata chiamata in seguito. A pag. 118 Matteo sta per confessare a Sandro Veronesi di essere stato lui ad aver sottratto i dodici racconti di Elena, entrando di notte alla Holden. Ma la sua frase è interrotta dal rombo del motore di un maggiolino rosso che sta correndo verso di loro per investirli. Io avevo messo un trattino lungo (il famoso trattone), che gli autori americani (David Foster Wallace ne fa un uso magistrale) utilizzano per interrompere una battuta di dialogo, segnalando che è stata bloccata da un rumore esterno, da un'altra battuta, da un'esplosione, tanto per dire. Sandro Veronesi stesso, in Caos calmo, la usa anche per interrompere battute di dialogo pronunciate da un personaggio che si trova in mare, quando questo viene fatto andare sott'acqua dalla donna che sta cercando di salvare. Nonostante tutte le mie recriminazioni non ce l'ho fatta. Alla fine il trattone è stato sostituito con i puntini di sospensione, con la motivazione che quel simbolo, il trattone, non fa parte dei caratteri redazionali usati da Fazi (ogni casa editrice ne usa di diversi). Io ero e sono ancora di parere diverso. Non si tratta di un segno scambiabile con un'altro (come invece lo sono virgolette " o caporali < o trattino breve - per indicare l'inizio di una battuta di dialogo). I puntini di sospensione indicano una battuta di dialogo lasciata a metà, in sospeso appunto, dal personaggio; il trattone indica che è intervenuto un fattore esterno e ha bruscamente interroto un dialogo (troncando magari una parola a metà).  Si tratta, perciò, di un segno di punteggiatura unico, con una sua dignità, utilizzabile da qualsiasi casa editrice a prescindere dalla sue regole redazionali. QUI e QUI due indispensabili libri sull'uso della punteggiatura.
postato da: AlessioRomano alle ore 15:37 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 18 marzo 2006
coplibrij-1.aspQUI un articolo sull'ultima presentazione di Paradise for All.
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categoria:paradise for all
sabato, 18 marzo 2006
Ma che magnifico party
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Leggere Hollywood Party (9 racconti ispirati a film fichi) per me è stato veramente come andare a una festa. Ci trovi ospiti d'onore, alcuni dei tuoi migliori amici, gente che non rivedevi da una vita e che corri ad abbracciare, qualche sconosciuto che ti sta subito simpatico, qualcuno con cui hai avuto qualche scazzo, ma che tutto sommato ti fa piacere ritrovare in gran forma e, sopratutto, c'è un'ottima padrona di casa, una che ha pensato a tutto (me la vedo a spolverare, lucidare, sistemare, telefonare al catering, decidere la musica col dj, togliere e mettere cose dal forno fino all'ultimo momento possibile): Marianna Martino, la propietaria tuttofare della neonata casa editrice Zandegù, con ogni probabilità il più giovane (e più carino, probabilmente) editore italiano. Lo dico subito per spazzare via ogni ombra di dubbio. Io sono di parte perchè ho vissuto a Torino, per tutto il secondo anno della Holden, a casa di Marianna, che era anche mia compagna di corso; mi subaffitava una camera (e non sapete quanto mi faccia piacere pensare che la stanza dove ho scritto gran parte di Paradise for All sia diventata un magazzino pieno di libri, manoscritti e cose del genere). L'idea di Marianna per questa sua prima raccolta di racconti di autori vari è semplice e geniale. Partire da un film e costruire un racconto che in qualche modo a quel film sia collegato. Storie che nascono da altre storie, quindi, da suggestioni, immagini, fotogrammi. Ad introdurre il tutto (ecco gli ospisti d'onore) il regista Marco Ponti, che per un motivo o l'altro non riuscivo mai ad avere come insegnante alla Holden (o i suoi corsi erano per i masteristi di un'altra annata, o erano da seguire in alternativa con quelli di Sandro Veronesi), ma che riuscivo a frequentare in maniera clandestina (così come clandestinamente andavo a curiosare sul suo set di Andata + Ritorno) grazie alla sua disponibilità; Steve Della Casa (che - sacrilegio! - sentite cosa dice del mio regista di culto Todd Solondz: un regista sopravvalutato come quasi tutti quelli scoperti dal Sundance che mediamente sono fighetti con velleità alternative e ambizioni di scandalo, che dopo il battesimo nella località sciistica regno di Robert Redfort, imperversano presso i maggiori festival e nei listini dei distributori di "qualità");  il mitico, immenso, unico Bruno Fornara (altra comparsa di Paradise for All), che scrive una frase che da sola vale tutto il prezzo del libro: "Al cinema tutti, di solito, si caricano il mondo sulle spalle. Spesso restano schiacciati sotto". E poi, ovviamente, ci sono loro: i racconti. Freschi, scorrevoli, divertenti, irriverenti. Si parte con il lungo racconto di Marco Peano (quasi un romanzo), tutto imperniato su l'opera hitchcockiana, che parte con due ragazzi italiani in vacanza in Spagna con lo scopo di perdere la verginità e che si trasforma abilmente in un noir dalle atmosfere inquietanti e oniriche; passando per quello, esilarante, di Marco Prato che lavora in maniera grottesca con l'idea di base di Face/off di John Woo, la possibilità di scambiarsi le facce, raccontandoci, inoltre, di videocasette per piromani, finti napoletani, test per capire se si è una brava madre, un gruppo di volotari della protezione civile che blocca il traffico per far passare una colonia di rospi (ma per lui era fin troppo facile, giocava in casa Marco Prato, in una raccolta ispirata al cinema; mi perdoni Della Casa, ma chi lo conosce lo sa benissimo: Marco Prato è un personaggio di un film di Solondz); concludendo con la divertente e paranoica esperienza di appuntamento al cinema raccontata magistralmente da Marco Lazzarotto, il cui protagonista parte con le intenzioni di sedurre una ragazza e finisce al pronto soccorso. Non c'è dubbio. Finito il libro, mi sono sentito un po' inebriato, forse ho bevuto un po' troppo al party, ma mentre mi spogliavo prima di andare a dormire ho pensato: a che bella festa sono stato stasera. Una delle migliori raccolte di racconti di ragazzi (più o meno) esordienti che abbia mai letto: divertente, non gratuita, raffinata, lontana da manierismi, facili scandalismi e sensa eccessive intemperanze.

postato da: AlessioRomano alle ore 17:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, recensioni libri
sabato, 18 marzo 2006
Verde irlandaIreland

Strano San Patrizio stanotte in giro per una Roma invasa da scozzesi – oggi si gioca la partita di regby Italia-Scozia – con tanto di kilt e cornamuse. Per entrare meglio nello spirito di questa festa, prima di finire in giro per gli Irish Pub della capitale, ieri pomeriggio mi sono riletto un po' di pagine di Una pinta di inchiostro irlandese di Flann O'Brien, straordinario capolavoro, uno dei miei libri preferiti, con uno strardinaio finale: "Fin troppo noto, ahimè, è il caso di quel povero tedesco innamorato del tre, il quale riduceva ogni aspetto della sua vita a una questione di triadi. Una sera tornò a casa, bevette tre tazze di tè con tre zollette di zucchero per tazza, si tagliò la giugulare tre volte con un rasoio e con mano morente scarabocchiò sulla fotografia di sua moglie addio, addio, addio".
postato da: AlessioRomano alle ore 03:47 | Permalink | commenti
categoria:recensioni libri, vita romana
venerdì, 17 marzo 2006
Gli appunti di SilvioAppuntidiSILVIO
Da Diario.it : "Dopo la pubblicazione del finto foglietto di appunti del presidente del Consiglio durante il faccia a faccia con Romano Prodi, il sito Diario.it ha registrato circa due milioni di richieste in ventiquattr'ore. Un risultato straordinario che per alcune ore ha reso inaccessibili il sito e www.quandocerasilvio.com che risiede sullo stesso server. Sul foglio, ripreso dal Corriere della sera, si possono leggere le cifre e i commenti scritti da Berlusconi durante il confronto. Alla redazione di Diario sono giunte molte email di complimenti, alcune richieste di chiarimento (non tutti hanno compreso che si trattava di satira) e numerosi insulti".
postato da: AlessioRomano alle ore 13:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:segnalazioni, politica, televisione
venerdì, 17 marzo 2006
NeterotopiaSPIE 2003 banner 2
Utilizzare i Banner pubblicitari nei siti internet come spazio espositivo per opere d'arte contemporanea, partendo dal concetto di Michel Foucault di “spazi altri” (eterotopie, ovvero i “luoghi delle diversità”). QUI il sito del proggetto. Andy Warhol approverebbe.
postato da: AlessioRomano alle ore 13:30 | Permalink | commenti
categoria:arte contemporanea
venerdì, 17 marzo 2006
Il mistero di NS novenovembre@gmail.com
nn26Buongiorno a  tutti. Da tre giorni ricevo misteriose mail da novenovembre, un indirizzo sconosciuto, che contengono ermetici versi (alcuni non malvagi, oltretutto) e con allegati dei frammenti di un disegno. La cosa mi aveva terribilmente incuriosito (avevo, con scarsa modestia, per prima cosa pensato a una ammiratrice misteriosa; poi mi ero inquietato pensando a un pazzoide pronto ad uccidere). Stanotte, per fortuna, ho scoperto di non essere il solo (le mail venivano spedite anche ad altri blogger e in giro per la rete un gruppo di persone cerca di risolvere il mistero QUI). Un serial killer di blogger? Peccato, però. Era una cosa squisitamente lynchiana. Comunque mi sembra un ottimo modo per attira l'attenzione; forse non troppo corretto, ma io avevo abboccato.
postato da: AlessioRomano alle ore 01:14 | Permalink | commenti (16)
categoria:segnalazioni, varie
lunedì, 13 marzo 2006
La Nanda su Ellisnanda
Sul Corriere della Sera di oggi (quotidiano che leggo tutti i giorni per abitudine: è quello che compra mio padre, quello che è sempre circolato in casa mia, quello che da un paio di giorni leggo più volentieri, cioè da quando si è schierato apertamente per il centrosinistra alle prossime elezioni) c'è un elzeviro della mitica Nanda Pivano su Lunar Park di Bret Easton Ellis.
La poetica di "Lunar Park
BUGIE E GENIO DI EASTON ELLIS
Io sono, senza ripensamenti, una dei milioni di patiti di Meno di zero e di Bret Easton Ellis, apparente difensore dell'alta borghesia californiana, ignaro dei miei indimenticati amici beat, ma gentilissimo quando l'ho presentato, a una festa di Halloween di una fidanzata di Bret, a uno sbalordito Allen Ginsberg e gentilissimo al Tribecca Grill di Robert De Niro, nel tentativo di difesa organizzato dal re di New York Jay McInerney contro l'aggressione del grosso establishment ad American Psycho. (...)
Quasi senza lancio, in America, è uscito Lunar Park, che il bellissimo, ambiguo Bret ancora giovane coi suoi 42 anni, ha arricchito di un'idea mica tanto comune di una lunga introduzione, ma lunga, di 29 pagine, che ha chiamato Gli inizi e che racconta un tentativo di biografia dell'autore fino a  oggi. (...)
La fantasia inesauribile di questo scrittore ha lanciato il costume letterario californiano della postironia, quasi in risposta ai tentativi interpretativi di David Foster Wallace, cantore di una nuova generazione di "antiribelli".

postato da: AlessioRomano alle ore 11:19 | Permalink | commenti (5)
categoria:letteratura, televisione, recensioni libri
sabato, 11 marzo 2006
Soddisfatti o rimborsati
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Quantomeno originale la trovata del Blog Satisfiction di Gian Paolo Serino (segnalata da Gemma Gaetani sul Il Giornale e da Loredana Lipperini sul suo Blog). State a sentire:
Satisfiction vi propone la prima recensione "interattiva". Il gioco di Satisfiction funziona così. Se la critica di Satisfiction vi convince a comprare il libro, ma dopo averlo letto riterrete che l’entusiasmo di Satisfiction ha deluso le vostre aspettative, lasciate un commento (con nome, cognome e un indirizzo e-mail) che spieghi perché il libro che Satisfiction vi aveva segnalato non era veramente “imperdibile e assolutamente da leggere”: Satisfiction vi rimborserà il prezzo di copertina del libro stesso. A condizione che, chiaramente, non siate lettori di Liala che sostengano che un libro di Bukowski sia soltanto il “taccuino di un vecchio sporcaccione”! Pronti a giocare?  QUI
postato da: AlessioRomano alle ore 19:42 | Permalink | commenti
categoria:segnalazioni
sabato, 11 marzo 2006
Altro trailer...img737_2
... ma di un libro, Io odio John Updike di Giordano Teodoldi si può scaricare dal sito della Fazi.
Originale.
postato da: AlessioRomano alle ore 18:49 | Permalink | commenti
categoria:segnalazioni, recensioni libri
sabato, 11 marzo 2006
Chiedi alla polvere, il filmla1939
E' uscito in america il film tratto da "Chiedi alla polvere" di John Fante; uno dei miei autori preferiti (la mia tesi di laurea sarà su Fante). Scritto e diretto da  Robert Towne, con Colin Farrell nel ruolo del mitico Arturo Bandini e Salma Hayek in quello dell'altrettanto mitica Camilla Lopez. Staremo a vedere; nel frattempo ecco QUI il trailer.


postato da: AlessioRomano alle ore 14:24 | Permalink | commenti
categoria:segnalazioni, cinema, letteratura
venerdì, 10 marzo 2006
PRESENTAZIONE A TERAMOcoplibrij-1.asp

Buongiorno a tutti. Sono appena tornato dalla presentazione del mio libro a Teramo. Nonostante  la spietata concorrenza (contemporaneamente Marco Travaglio presentavo il suo libro a circa 44 metri di distanza) è andata molto bene; sala piena, presentatore brillante, pubblico benevolo, quasi tutti i libri venduti. Per l'occasione Simone Gambacorta ha scritto questa intervista su L'ARALDO ABRUZZESE, pluricentenaria rivista teramana (Seymour, risparmiaci la tua facile ironia, please) che ricopio qui di  seguito. Prossimo appuntamento del minitour abruzzese a Sambuceto (CH), presso MATE INFO SHOP, via Nenni 129, il 24 marzo alle 18 per un reading di Paradise for  All.

Da L'araldo abruzzese del  26.02.2006
Ha ventisette anni. E' di Pescara. Si chiama Alessio Romano. Ha studiato alla Scuola Holden di Torino, una specie di università della narrativa dove a salire in cattedra sono scrittore e creativi. Ha esordito da poco con un romanzo giallo, Paradise for All, pubblicato dall'editore Fazi. Ne hanno parlato in molti. Per alcuni è stato il migliore esordio dell'anno.
Hai studiato alla Scuola Holden, a Torino. Cosa ha significato questa esperienza?

Sicuramente è stata l’esperienza più formativa della mia  vita. Ho conosciuto grandi maestri, soprattutto Sandro Veronesi e Bruno Fornara, ragionato sulla scrittura, fatto amicizia con tanti altri ragazzi che avevano i miei stessi sogni e le mie stese ambizioni. Ho sperimentato e studiato quasi tutti i modi possibili di raccontare storie: dalla narrativa al fumetto, dalla radio al cinema.
Prima di studiare alla Holden, da quali scrittori sei andato a lezione?
I libri che considero fondamentali per la mia vocazione alla scrittura sono stati i romanzi di Bukowski, per lo stile; quelli di Fante, per capire come usare la propria esperienza autobiografica; La versione di Barney di Morderai Richler. E poi Calvino, Yehoshua, Paul Auster e tanti altri ancora, lasciando perdere fumetti – Martin Mystére e Dylan Dog – e il cinema, che hanno avuto un’influenza altrettanto importante sul mio modo di scrivere.
Hai esordito da poco con un giallo, “Paradise for all”, ambientato proprio alla Scuola Holden. Com’è nata questa scelta?
Volevo raccontare la mia esperienza, ma non volevo che fosse un’opera autobiografica; volevo citare tutti i miei maestri, ma non volevo che fosse un’operazione gratuita. Ho scritto un giallo   – quindi un romanzo di genere, non autobiografico – che raccontasse una mia esperienza di vita  – quella della Holden – in una scuola in cui i miei maestri erano l’oggetto di studio.
Paradise for all rivela una grande perizia tecnica: c’è molta attenzione alla trama e c’è un’evidente solidità di struttura. Quanto peso attribuisci a questi aspetti?
Per me, in narrativa almeno, la trama è tutto. Il gesto fondamentale di un romanziere è quello di raccontare una storia. Scelte stilistiche e scrittura sono fondamentali, ma non possono non essere legate a quel gesto.
Nelle ultime pagine enunci una tua teoria narrativa, la Teoria dei tre cerchi: in che modo l’hai sviluppata?
Nella prima versione di Paradise for All, quando Matteo nel finale torna a scuola dopo che è riuscito a diventare scrittore, saltavo la scena della sua lezione di scrittura a più pari per andare verso il finale. Poi ho capito che era una cosa necessaria. Che dovevo interrogami sul senso di quello che avevo fatto scrivendo quel libro e che dovevo darne una chiave di lettura al lettore. Il risultato è stata la Teoria dei tre cerchi, e sono particolarmente felice che sia una delle cose che ha più colpito tanti lettori, intervistatori e critici.
Il tuo romanzo è imperniato sulla doppiezza e sull’illusorietà dell’apparenza. Ma alla base di questo c’è molto dolore. Sbaglio se dico che, a conti fatti, il tuo è un libro di dolore?
Il dolore che c’è nel mio libro è sempre dato dalla mancanza. E’ nostalgia, rimpianto, sensazione di aver perso qualcosa. L’ossessione di tutti per Elena ne è la traccia più evidente.
Qua e là, però, ci sono punte di ironia. Un bilanciamento per sdrammatizzare?
L’umorismo, l’ironia pervadono tutto il libro, sono, in fondo, una forma di salvezza per tutto quel dolore e un ottimo modo per evitare di cadere nelle trappole del melodramma.
Per Manganelli la letteratura deve essere una menzogna. Sei d’accordo?
Assolutamente, sì. La letteratura deve essere finzione, menzogna, travestimento, fantasia. Anche perché inventarsi una storia falsa spesso è il miglior modo per dire la verità; sforzarsi di essere sinceri il miglior modo per mentire.
E di Calvino e le sue Lezioni americane che mi dici?
E’ stato uno dei primi libri che ci consigliarono a lezione e, forse, il primo che ho letto a Torino. Lo consiglio a tutti quelli che vogliono scrivere. Ma anche a tutti gli altri. Anche se, per me, il Calvino migliore rimane quello del Barone rampante, uno dei libri che più ho amato in vita mia, dal quale, per inciso, si potrebbe ricavare un bellissimo film e trovo un mistero il fatto che nessuno ci abbia mai pensato.
Sei nato nel ’78, hai meno di trent’anni. Quali possibilità riconosci oggi alla letteratura?
La letteratura rimane uno dei passatempi migliori inventati dall’uomo. Non c’è playstation, i-pod o x-cube che tenga. Questo suo lato scanzonato andrebbe secondo me rivalutato, soprattutto nelle scuole e soprattutto per creare novi lettori. Poi, penso che la letteratura rimanga soprattutto altro, e penso proprio non abbia ancora esaurito il suo ruolo nel destino dell’umanità.

 
postato da: AlessioRomano alle ore 21:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:paradise for all
mercoledì, 08 marzo 2006
L O S Tlost-1

Mi ero dimenticato, giorni fa, di segnalare questa serie televisiva (ora in onda sulla Rai); una delle più belle mai realizzate per la televisione americana. Questo il plot: un gruppo di persone finisce, in seguito a un disastro aereo, su un isola appartenente deserta. Ognuna di loro ha alle spalle un passato cruento che viene raccontato in flashback (tra i superstiti c’è anche un iracheno, una fuggiasca, una coppia di koreani, un paraplegico misteriosamente tornato in possesso dell’utilizzo delle gambe dopo l’incidente aereo, una rockstar tossicomane inglese, una donna incinta al nono mese, un padre e un bambino appena riuniti, uno che dopo aver vinto la lotteria è diventato uno iettatore, etc.) e insieme sono costretti ad affrontare i molti misteri e segreti dell’isola dove sono finiti, misteri, che come in Twin Peaks, non fanno altro che aumentare puntata  dopo puntata, accrescendo il desiderio del telespettatore di seguire le loro vicende. Imperdibile.
postato da: AlessioRomano alle ore 12:13 | Permalink | commenti (6)
categoria:televisione
martedì, 07 marzo 2006
I limiti del citazionismo
copiona
Buongiorno a tutti. Mi è capitato di riflettere su due storie lette sui giornali (il processo per plagio a carico di Dan Brown autore del Codice da Vinci, presto al cinema con un film di Ron Howard) e la curiosa vicenda del plagio fatto da Melania Mazzuco nei confronti, addirittura, di Guerra e pace di Tolstoj. La seconda vicenda, raccontata recentemente anche da Antonio D'Orrico sul Corriere della Sera Magazine, è stata ben documentata da Andrea Malabaila nel suo Blog e si può leggere QUI. Il primo caso è ben diverso. Dan Brown ha usato l'idea del saggio The Holy Blood and the Holy Grail di Baigent e Leight (Gesù Cristo non sarebbe stato crocifisso, avrebbe avuto figli con la Maddalena e da quella stirpe sarebbe venuta fuori la dinastia dei Merovingi) per scrivere il suo fortunatissimo libro. Al di là di qualsiasi giudizio artistico sul libro (non l'ho letto, oltretutto), una sentenza di condanna per Don Brown, oltre che essere ingiusta, segnerebbe la morte del post-moderno e del citazionismo disinvolto che lo contraddistingue. Della seconda vicenda, invece, la cosa che mi ha affascinato di più è l'imbarazzante difesa dalla Mazzucco, che messa di fronte a passi identici da una ricercatrice siciliana, ha dichiarato di aver letto Guerra e Pace solo una volta a quattordici anni e che si deve essere trattato di un caso stranissimo di transfert involontario. Per un attimo ho provato a crederle. E mi è venuta in mente la trama per un romanzo (che probabilmente non scriverò mai). Uno scrittore (in completa buonafede) scrive un libro, ha grande successo di pubblico e di critica, e poi salta fuori che è identico a un libro quasi del tutto sconosciuto di un altro autore. E qui la trama potrebbe prendere diverse  direzioni, dal giallo, al thriller, al fantasy...
postato da: AlessioRomano alle ore 17:04 | Permalink | commenti (9)
categoria:letteratura
lunedì, 06 marzo 2006
Presentazione a Teramo!coplibrij-1.asp

Presenterò Paradise for All venerdì 10 marzo alle ore 18,00 presso la libreria Empatia, via G. Milli 4, Teramo. Interverrà Simone Gambacorta. Per INFO QUI
postato da: AlessioRomano alle ore 23:46 | Permalink | commenti (4)
categoria:paradise for all
venerdì, 03 marzo 2006
ZOOZoo Tycoon Coll Front
Presentazione surreale oggi a Roma, alla Feltrinelli di Largo Argentina. Erri De Luca (che sembra un capitano coragioso, un narratore appena sbarcato) parlava di ZOO, il nuovo libro di Isabella Santacroce (che indossava una maschera di pelle nera che le copriva gran parte della faccia; ha raccontato che il diavolo le è comparso mentre leggeva L'Assommoir di Emile Zola). Sono intervenuti tra il pubblico, prima un ragazzo palestrato con un cappello con caratteri esoterici in testa che, sfogliando un vecchio librone, faceva domande teologiche; poi Vladimir Luxuria che ha chiesta a Isabella se secondo lei una persona sceglie di mettersi in mostra o sono gli altri che ce la mettono; infine è incredibilmente apparsa Marina Ripa di Meana, che, arrivata in ritardo, in cinque secondi è riuscita a passare attraverso tutta la folla per sedersi per terra davanti alla prima fila, salutando tutti e intervenendo  spesso in seguito, perfetta metafora di tutta la sua vita.
postato da: AlessioRomano alle ore 02:48 | Permalink | commenti (3)
categoria:letteratura, recensioni libri, vita romana
giovedì, 02 marzo 2006
Mi sono portato il mio vecchio motorino a Romawelcome_1
Ma quant'è bello andare in giro in motorino per Roma? Con tutte quelle buche, che ti sembra di stare trapanando il cemento, mentre a destra, sinistra, da tutti i lati, ogni tipo possibile di mezzo cerca di superati (anche pedoni e biciclette), tanto che ti sembra di essere in una delle brutte scene di inseguimento della nuova serie di Guerre Stellari, quella farlocca, non la prima, e poi, che bello perdersi andando in giro alla cazzo e ogni tanto ritrovarsi di fronte, apparizione impossibile e commovente, a un cosa tipo il Colosseo, i Fori Imperiali, San Pietro, l'Altare della Patria. E, poi, com'è bello, e rassicurante sulla natura dell'uomo e sul destino del mondo, chiedere informazioni a Roma, così diverso dal farlo a Torino (dove la gente sembra per prima cosa sinceramente stupita dalla possibilità, nuova, mai concepita prima, che si possa comunicare tra estranei, tra gente che non è mai stata presentata prima, che non ha mai mangiato insieme) o a Pescara (dove non sembra possibile che veramente chi ti sta chiedendo un'informazione non sappia la risposta, anzi sembra incredibile che esista qualcuno che non sia nato a Pescara e che non conosca bene la città) o a Bologna (dove il problema è la superbia, del non accontentarsi del dare l'informazione, ma dal dover dimostrare di saperne a pacchi sulla questione, e che quindi non si dice al bivio gira a sinistra, ma si spiega anche quello che succederebbe andando dritti o a destra, e alla fine si fa solo una gran confusione), o a Venezia (dove l'unica risposta a qualsiasi domanda è "Sempre dritto", in qualsiasi direzione e per qualsiasi destinazione). A Roma ti viene il dubbio che li paghi tutti Weltroni, che a fine mese i romani ricevano un qualche euro in più in busta paga, sotto la voce Servizio Informazioni Forestieri. Uniche due cose da evitare: mai chiedere dov'è un posto, informazione che magari a te serve solo come punto di riferimento, se invece devi andare da un'altra parte. Ti inseguono, si sbracciano disperati, tanto che alla fine rinunci e vai in quella direzione, per non dargli un dispiacere. E mai chiedere informazioni a un'altro in motorino. "Seguimi" ti dice. Ma è una parola, per uno abituato al traffico di Montesilvano, stare dietro a un romano in scooter.
postato da: AlessioRomano alle ore 14:31 | Permalink | commenti (5)
categoria:vita romana