mercoledì, 27 settembre 2006
DIMENTICA IL BURUNDI
A partire da un mio racconto Fernanda Veron ha realizzato una serie di 15 opere, per il FreeShout!? festival di arte contemporanea.
Ecco alcune foto (belle) e il racconto (una stronzata).

Dimentica il BurundiDimentica il Burundi racconto

B_ dialogo dello scrittore
C_ dialogo dello scrittore
D_scrittore alla fermataH_nuovo emissarioO_rita che piange
postato da: AlessioRomano alle ore 20:47 | Permalink | commenti
categoria:racconti, letteratura, arte contemporanea
lunedì, 25 settembre 2006
Fight reading di Pordenonelegge.it

Alla fine con 90 voti circa (contro i 120 di Bariani e i 60 di Drago) me la sono cavata con un secondo posto. Pordenonelegge è stata una bellissima esperienza; è stato quasi commovente vedere le file gigantesche per ogni incontro; gente interessata e curiosa di seguire le iniziative del festival. In più, il giorno dopo sono finito in giuria per il fight writing, stravinto da Tedoldi.
Posto i tre raccontini che ho portato (con di fianco le traccie): il primo ha preso 28 voti su 100, il secondo 17 e il terzo 47.


Il male non è una questione morale“Il male non è una questione morale. Il male sono i prezzi elevati, le seccature, la carenza di alternative, la carenza di privacy, il bruciore di stomaco, la perdita di capelli, le strade sdrucciolevoli.”
           Come stare soli, Jonathan Franzen

 
          “Ci siamo dati un bacioCi siamo dati un bacio, tutto qua. Una baggianata che poi, un po’ per senso di colpa e un po’ perché faccio lo scrittore, ho gonfiato per costruirci su un racconto.”
Professione: modella, Jay McInerney
 
Tornando a casa “Tornando a casa / senza una scusa / per aver fatto tardi / anche per questa notte.”
Senza una scusa, Perturbazione

 





postato da: AlessioRomano alle ore 19:38 | Permalink | commenti (5)
categoria:segnalazioni, racconti, letteratura
sabato, 16 settembre 2006
Dopo una sbronza memorabile all'inaugurazione del Bar Fandango, dove qualche incosciente ha pensato bene di mettermi dietro al bancone a fare cocktail d'autore (ma del resto era previsto che li facessi, i cocktail, non che li bevessi) posto due segnalazioni che mi riguardano.

image_01Sarò a Prato (il 21 settembre alle 18.00 presso gli ex Macelli) per la presentazione di un curioso esperimento multidisciplinare. A partire da un mio racconto, l'artista Fernanda Veron ha realizzato una serie di opere che rimarranno esposte nell'ambito del FREeSHOUT!? festival. Vedi QUI.

Questo invece è tagliato e incollato dal (bellissimo) programmai del PORDENONE LEGGE:

 

sabato 23 settembre ore 18:00
Loggia Del Municipio

Fight Reading: Come sbudellare l'alfabeto e giocarsi la faccia per sedurre un’accolita di  potenziali lettori. Per il secondo anno consecutivo alla Loggia del Municipio sarà allestito il “ring” letterario sul quale saliranno Ivano Bariani, Marco Drago, Alessio Romano, moderati da i Papu. Gli scrittori leggeranno brani scritti appositamente per questo incontro; il vincitore sarà decretato dal pubblico pordenonese.

partecipano all'evento 
Alessio RomanoIvano Bariani

Marco Drago


Speriamo bene; i racconti che ho scritto per il Fight Reading non mi sembrano malaccio, ma Bariani e Drago sono maledettamente in gamba. E oltretutto il 23 è pure il mio compleanno, quindi se va male prevedo una depressione cosmica.


postato da: AlessioRomano alle ore 13:22 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 02 settembre 2006
Mentre sono reduce da una presentazione disastrosa che probabilmente racconterò per anni ad un costosissimo analista (quella alla Festa di Liberazione di Pescara: dovevo presentare il libro in contemporanea a un triplice, rumoroso e bel concerto; a dieci minuti dall'inizio non si sapeva dove la presentazione si sarebbe tenuta, audio inesistente che mi ha fatto desistere dal tentativo di fare un reading di fronte a una trentina di amici eroici che sono rimasti fino alla fine nonostante tutto) posto una recensione uscita su una rivista local (L'Indiscreto di giugno) firmata da Fabio Di Marco.

Abruzzese, “realmente” giovane, è nato a Pescara nel 1978, “holdeniano” (in senso barocco, ehm…, Baricco) e scrittore esordiente di successo. È questo l’identikit minimo del nostro corregionale Alessio Romano che venerdì 19 maggio, presso la biblioteca comunale di Roseto degli Abruzzi, ha presentato il suo primo romanzo, intitolato “Paradise for all”, edito dalla Fazi nella collana “Le Vele” e uscito nelle librerie nel novembre scorso.
Lo scrittore pescarese ha studiato a Bologna e a Torino, ed è proprio in quest’ultima città, magica e misteriosa, che ha deciso di ambientare la sua opera prima: un giallo originalmente generazionale dove i delitti che accelerano e interrogano il racconto ruotano attorno alla vita privata e intellettuale di alcuni giovani narratori iscritti alla famosa scuola di scrittura creativa “Holden”.
È un romanzo particolarmente suggestivo per quei lettori ventenni, ma non unicamente per loro, che sognano di immolare la propria vita professionale (e non solo) alla scrittura. Nel libro sono ricreate situazioni vissute dall’autore, il quale ha realmente frequentato un master presso la scuola torinese presieduta da Alessandro Baricco. Non è un romanzo autobiografico tratto da episodi accaduti veramente, ma la cornice, gli ambienti, i personaggi, lo stesso Romano, citato più volte all’interno del libro come “il pescarese”, oscillano tra realtà e finzione.
Torino è il set ideale per ambientare un thriller di questa natura e Alessio Romano per dare forma alla parte “gialla” del proprio racconto si è ispirato a registi come David Lynch e Stanley Kubrick. È un libro intarsiato di cinema (e pronto per il cinema?): in un’intervista radiofonica l’autore ha paragonato la bellissima Elena, personaggio chiave ed unica e magnetica costante attorno alla quale ruotano i mutevoli e avvolgenti scarti della storia, alla Laura Palmer di “Twin Peaks”.
La strategia narrativa di “Paradise for all” ricorda, in maniera molto meno candida e solenne, il mondo di Sofia di Jostein Gaarder, ovvero, un intreccio di generi dove al posto della filosofia, del piccolo ed innocente giallo famigliare e delle avventure di Sofia Amundsen, troviamo rispettivamente: la letteratura, una serie di tentati-compiuti omicidi e le vicende di una generazione di aspiranti scrittori.
Unica pecca del romanzo forse è che in alcuni passaggi il plot pare troppo cerebrale: la storia è logica, tesa e vibrante ma alcune intelligenti coincidenze narrative sembrano dei gratuiti bizantinismi. Bellissima la quarta di copertina, dove, sotto un lusinghevole commento di uno dei maestri dell’autore, Sandro Veronesi (romanzato e  quasi compromesso all’interno del libro), troviamo una sorta di bibliografia fotografica da rimirare a lettura conclusa per individuare le “cose” che hanno nutrito il talento di Alessio Romano.
Infine, se dopo aver letto l’ultima parola dell’ultima pagina, chiudendo il libro, avvertite un irrefrenabile voglia di scappare a Torino ed iscrivervi alla Holden con l’intenzione di consumare esperienze, accumulare sapere e partorire un romanzo, non preoccupatevi, è normale...io vi sto scrivendo da lì!



 
postato da: AlessioRomano alle ore 05:16 | Permalink | commenti (5)
categoria:paradise for all