Un maggio indimenticabile. Prima a Francoforte, con l'emozione di sentire pagine del mio romanzo lette in tedesco, con una simpatica interprete che mi traduceva le domande del pubblico (la più bella, e cattiva, me la sono rimportata a casa continuando a pensarci: "Ha senso fare domande a uno scrittore sulle sue opere? O quello che conta è solo il suo testo?"). E poi i tre giorni a Cagliari, dove scortato da tre splendide trentacinquenni, ho prima
presentato il mio libro di fronte a un pubblico tostissimo (c'erano quasi tutti gli scrittori cagliaritani: Giorgio Todde, Luciano Marrocu, Francesco Abate – di cui sto leggendo il bellissimo Mi fido di te scritto in coppia con Carlotto –, Gianni Marilotti, Nino Nonnis, Ignazio Sanna) che ha ragionato con me sul ruolo che le scuole di scrittura hanno o dovrebbero avere nella formazione delle nuove generazioni di scrittori. E per finire, sempre in Sardegna, la simpatica iniziativa dello Scrittore Socialmente Utile
che mi ha visto nei panni di un libraio per una mattinata. Ho venduto, tra l'altro, una Confraternita dell'uva, un Brucia Troia e una Maschera di Scimmia. Una signora non aveva capito bene lo spirito dell'iniziativa. Non credeva che fossi uno scrittore, ma un tipo (un tossico o uno beccato sbronzo alla guida) a cui era stata data in libreria una pena alternativa al carcere. Tra parentesi, mica male come idea.
presentato il mio libro di fronte a un pubblico tostissimo (c'erano quasi tutti gli scrittori cagliaritani: Giorgio Todde, Luciano Marrocu, Francesco Abate – di cui sto leggendo il bellissimo Mi fido di te scritto in coppia con Carlotto –, Gianni Marilotti, Nino Nonnis, Ignazio Sanna) che ha ragionato con me sul ruolo che le scuole di scrittura hanno o dovrebbero avere nella formazione delle nuove generazioni di scrittori. E per finire, sempre in Sardegna, la simpatica iniziativa dello Scrittore Socialmente Utile
che mi ha visto nei panni di un libraio per una mattinata. Ho venduto, tra l'altro, una Confraternita dell'uva, un Brucia Troia e una Maschera di Scimmia. Una signora non aveva capito bene lo spirito dell'iniziativa. Non credeva che fossi uno scrittore, ma un tipo (un tossico o uno beccato sbronzo alla guida) a cui era stata data in libreria una pena alternativa al carcere. Tra parentesi, mica male come idea. 







Una simpatica maestra mi ha mandato le domande che una terza elementare vorrebbe fare a uno "scrittore". La ringrazio e ringrazio tutti i bambini della Classe 3 A di Via Mazzini.




7 maggio 2007
Alessio Romano