venerdì, 07 settembre 2007
microfono1.Quando scrivi hai qualche particolare rituale che ti permette di entrare nella giusta atmosfera? (anche cose strane, tipo Marquez che scriveva in tuta da meccanico).

Sinceramente no. Scrivo molto meglio se sono a stomaco pieno, ma questo vale anche per quasi tutto il resto.

2.Com'è il tuo "tavolo di lavoro"? Quando scrivi vuoi avere ordine davanti a te oppure riesci a scrivere dappertutto? Scrivi a computer o a mano? Utilizzi della musica in sottofondo?

Scrivo dove capita, con un computer portatile. Mi piace scrivere su autobus (ci ho quasi scritto un romanzo intero sulla tratta Roma – Pescara), treni e aerei. Il mio tavolo di lavoro ideale è il mio letto che si riempie di vocabolari, libri, fumetti, cibo, penne, quaderni e tutto quello che può servirmi (o distrarmi) mentre scrivo. La musica mi deconcentra. Preferisco il silenzio.


3.C'è qualche cosa o strumento che prima di cominciare a scrivere non avresti mai detto che ti sarebbe potuto servire?

La lettura ad alta voce di quello che ho scritto. Assolutamente indispensabile per le correzioni.

4.Hai qualche particolare metodo per fissarti le idee quando ti vengono le ispirazioni (bloc notes, cellulare....). E, curiosità, come avviene la scelta dei nomi dei tuoi personaggi (tipo, come mi avevi detto tu, Veronesi che legge i citofoni delle case).

Prendo appunti sul mio telefonino (memorizzo SMS che non invio) con una parola chiave che non mi faccia dimenticare “l’idea geniale” che penso di avere appena avuto e che dieci volte su dieci si rivela una boiata.
Per i nomi spesso li prendo da quelli di amici e poi cerco dei cognomi che suonino bene con loro. Qualche volta butto un occhio sull’elenco del telefono.

5.Quando scrivi hai bisogno di "staccare la spina" dalle letture per paura di subire influenze esterne?

Assolutamente sì. Quando sto scrivendo qualcosa cerco di leggere il meno possibile. E nella pausa tra un romanzo e un altro leggo tantissimo per rimettermi al passo.

6.Mentre scrivi sei riservato oppure fai leggere il tuo materiale anche se non è completamente finito?

Più che leggere ne parlo molto con i miei amici; tutte pazientissime persone che con l’editoria non hanno niente a che fare.

7.Gli esordi. Com'è stata la tua esperienza da esordiente e soprattutto c'è qualche consiglio che potresti dare a chi vuole fare il salto e far circolare il proprio materiale in giro?

In linea di massima è andata molto bene; buone vendite e buone recensioni. All’inizio consiglio di far circolare le proprie cose il più possibile tra gli addetti al lavoro; scrittori, redattori, riviste, critici, editor, etc. Con un’unica aurea regola: diffidare da chi vi chiede del denaro per leggere le vostre cose!
 
postato da: AlessioRomano alle ore 11:12 | Permalink | commenti (5)
categoria:paradise for all
mercoledì, 05 settembre 2007
fantasmaC’è uno spiritello nel Sangro Aventino che protegge il festival Il dio di mio padre dedicato a John Fante, senza rinunciare però alle sue dispettose attività. Probabile si tratti di un mazzamarille della tradizione popolare abruzzese, anche se io sono più portato a credere si tratti del fantasma di Mingo, il brigante antenato di Fante impiccato nella piazza di Torricella Peligna. Me ne sono accorto perché quest’anno la bella e brava Giovanna Di Lello mi ha coinvolto nella preparazione del festival dandomi l’opportunità di tenere un ciclo di lezioni di scrittura creativa a un eccentrico gruppo di ragazzi più o meno giovani, molto appassionati e molto motivati.
Io, Giovanna e una ragazza dello staff dividevamo un appartamento lungo il corso principale di Torricella. Loro in doppia, io in singola. Durante la prima notte, una manciata di minuti dopo che mi ero steso a letto ho iniziato a sentire un suono forte, come di qualcuno che sta dando furiose martellate. Il suono era vicino, come se provenisse da dentro casa. Non me lo spiegavo. Poi ho sentito dei colpi alla porta. Era Giovanna che mi chiedeva di aiutarla nel tentativo di rompere una valigia rigida che non ne voleva sapere di essere aperta e svuotata. Con un crick, un coltellino svizzero, molta pazienza, l’arrivo provvidenziale di Carmine, assessore alla cultura di Torricella, sono finalmente a letto alle quattro del mattino. La seconda sera mi era stato dato l’incarico di accompagnare Peppe Voltarelli all’albergo (che non fa servizio di portineria) una volta che avesse finito il suo concerto spettacolo. A notte fonda, dopo una lunga bevuta a Casoli, mi accorgo con orrore di aver perso le chiavi della stanza. Gli cedo prontamente la mia e costringo le ragazze a dormire in un letto matrimoniale, mentre io, dal singolo della loro stanza, russo tutta la notte come una segheria impazzita. Il giorno del convegno organizzato dall’Università di Pescara si rompono due macchine. Quella di Giovanna e quella di un professore.
Mingo da una parte si deve essere incaricato di portare fortuna a un festival visitato da centinaia di persone, in un clima di pace e amicizia, spensierato, di qualità e totale relax, con ospiti prestigiosi (in due anni, solo per fare qualche nome a caso: Vinicio Capossela, Paolo Virzì, Raiz, Zuzzurro, Marco Vichi, Wu Ming, Loriano Macchiavelli). Dall’altra, però, sotto sotto sopporta a mala pena tutta le serie di omaggi dedicati al bis nipote, celebrato e ricordato molto di più di lui. Di certo deve fargli piacere che ogni anno i suoi discendenti, figli e nipoti di John Fante, tornino in paese e che vengano trattati dai ragazzi del posto come delle vere e proprie rockstar. Ma urge qualche celebrazione anche per Mingo, a titolo scaramantico propiziatorio.
Per quanto riguarda il corso di scrittura, non so se sia servito ai ragazzi che hanno partecipato, scrivendo e leggendo i loro testi davanti a me e Marco Vichi, di certo per me è stata una straordinaria esperienza che spero di poter ripetere al più presto. QUI il blog creato dai ragazzi che si tengono ancora in contatto.

postato da: AlessioRomano alle ore 12:25 | Permalink | commenti
categoria:fante