1.Quando scrivi hai qualche particolare rituale che ti permette di entrare nella giusta atmosfera? (anche cose strane, tipo Marquez che scriveva in tuta da meccanico).Sinceramente no. Scrivo molto meglio se sono a stomaco pieno, ma questo vale anche per quasi tutto il resto.
2.Com'è il tuo "tavolo di lavoro"? Quando scrivi vuoi avere ordine davanti a te oppure riesci a scrivere dappertutto? Scrivi a computer o a mano? Utilizzi della musica in sottofondo?
Scrivo dove capita, con un computer portatile. Mi piace scrivere su autobus (ci ho quasi scritto un romanzo intero sulla tratta Roma – Pescara), treni e aerei. Il mio tavolo di lavoro ideale è il mio letto che si riempie di vocabolari, libri, fumetti, cibo, penne, quaderni e tutto quello che può servirmi (o distrarmi) mentre scrivo. La musica mi deconcentra. Preferisco il silenzio.
3.C'è qualche cosa o strumento che prima di cominciare a scrivere non avresti mai detto che ti sarebbe potuto servire?
La lettura ad alta voce di quello che ho scritto. Assolutamente indispensabile per le correzioni.
4.Hai qualche particolare metodo per fissarti le idee quando ti vengono le ispirazioni (bloc notes, cellulare....). E, curiosità, come avviene la scelta dei nomi dei tuoi personaggi (tipo, come mi avevi detto tu, Veronesi che legge i citofoni delle case).
Prendo appunti sul mio telefonino (memorizzo SMS che non invio) con una parola chiave che non mi faccia dimenticare “l’idea geniale” che penso di avere appena avuto e che dieci volte su dieci si rivela una boiata.
Per i nomi spesso li prendo da quelli di amici e poi cerco dei cognomi che suonino bene con loro. Qualche volta butto un occhio sull’elenco del telefono.
Per i nomi spesso li prendo da quelli di amici e poi cerco dei cognomi che suonino bene con loro. Qualche volta butto un occhio sull’elenco del telefono.
5.Quando scrivi hai bisogno di "staccare la spina" dalle letture per paura di subire influenze esterne?
Assolutamente sì. Quando sto scrivendo qualcosa cerco di leggere il meno possibile. E nella pausa tra un romanzo e un altro leggo tantissimo per rimettermi al passo.
6.Mentre scrivi sei riservato oppure fai leggere il tuo materiale anche se non è completamente finito?
Più che leggere ne parlo molto con i miei amici; tutte pazientissime persone che con l’editoria non hanno niente a che fare.
7.Gli esordi. Com'è stata la tua esperienza da esordiente e soprattutto c'è qualche consiglio che potresti dare a chi vuole fare il salto e far circolare il proprio materiale in giro?
In linea di massima è andata molto bene; buone vendite e buone recensioni. All’inizio consiglio di far circolare le proprie cose il più possibile tra gli addetti al lavoro; scrittori, redattori, riviste, critici, editor, etc. Con un’unica aurea regola: diffidare da chi vi chiede del denaro per leggere le vostre cose!








C’è uno spiritello nel Sangro Aventino che protegge il festival Il dio di mio padre dedicato a John Fante, senza rinunciare però alle sue dispettose attività. Probabile si tratti di un mazzamarille della tradizione popolare abruzzese, anche se io sono più portato a credere si tratti del fantasma di Mingo, il brigante antenato di Fante impiccato nella piazza di Torricella Peligna. Me ne sono accorto perché quest’anno la bella e brava Giovanna Di Lello mi ha coinvolto nella preparazione del festival dandomi l’opportunità di tenere un ciclo di lezioni di scrittura creativa a un eccentrico gruppo di ragazzi più o meno giovani, molto appassionati e molto motivati.