C’è uno spiritello nel Sangro Aventino che protegge il festival Il dio di mio padre dedicato a John Fante, senza rinunciare però alle sue dispettose attività. Probabile si tratti di un mazzamarille della tradizione popolare abruzzese, anche se io sono più portato a credere si tratti del fantasma di Mingo, il brigante antenato di Fante impiccato nella piazza di Torricella Peligna. Me ne sono accorto perché quest’anno la bella e brava Giovanna Di Lello mi ha coinvolto nella preparazione del festival dandomi l’opportunità di tenere un ciclo di lezioni di scrittura creativa a un eccentrico gruppo di ragazzi più o meno giovani, molto appassionati e molto motivati.Io, Giovanna e una ragazza dello staff dividevamo un appartamento lungo il corso principale di Torricella. Loro in doppia, io in singola. Durante la prima notte, una manciata di minuti dopo che mi ero steso a letto ho iniziato a sentire un suono forte, come di qualcuno che sta dando furiose martellate. Il suono era vicino, come se provenisse da dentro casa. Non me lo spiegavo. Poi ho sentito dei colpi alla porta. Era Giovanna che mi chiedeva di aiutarla nel tentativo di rompere una valigia rigida che non ne voleva sapere di essere aperta e svuotata. Con un crick, un coltellino svizzero, molta pazienza, l’arrivo provvidenziale di Carmine, assessore alla cultura di Torricella, sono finalmente a letto alle quattro del mattino. La seconda sera mi era stato dato l’incarico di accompagnare Peppe Voltarelli all’albergo (che non fa servizio di portineria) una volta che avesse finito il suo concerto spettacolo. A notte fonda, dopo una lunga bevuta a Casoli, mi accorgo con orrore di aver perso le chiavi della stanza. Gli cedo prontamente la mia e costringo le ragazze a dormire in un letto matrimoniale, mentre io, dal singolo della loro stanza, russo tutta la notte come una segheria impazzita. Il giorno del convegno organizzato dall’Università di Pescara si rompono due macchine. Quella di Giovanna e quella di un professore.
Mingo da una parte si deve essere incaricato di portare fortuna a un festival visitato da centinaia di persone, in un clima di pace e amicizia, spensierato, di qualità e totale relax, con ospiti prestigiosi (in due anni, solo per fare qualche nome a caso: Vinicio Capossela, Paolo Virzì, Raiz, Zuzzurro, Marco Vichi, Wu Ming, Loriano Macchiavelli). Dall’altra, però, sotto sotto sopporta a mala pena tutta le serie di omaggi dedicati al bis nipote, celebrato e ricordato molto di più di lui. Di certo deve fargli piacere che ogni anno i suoi discendenti, figli e nipoti di John Fante, tornino in paese e che vengano trattati dai ragazzi del posto come delle vere e proprie rockstar. Ma urge qualche celebrazione anche per Mingo, a titolo scaramantico propiziatorio.
Per quanto riguarda il corso di scrittura, non so se sia servito ai ragazzi che hanno partecipato, scrivendo e leggendo i loro testi davanti a me e Marco Vichi, di certo per me è stata una straordinaria esperienza che spero di poter ripetere al più presto. QUI il blog creato dai ragazzi che si tengono ancora in contatto.







