venerdì, 04 maggio 2007
“Davanti alla sedia elettrica. Come Sacco e Vanzetti furono americanizzati”

sacco vanzetti

Questo è il titolo del pamphlet che il grande romanziere americano John Dos Passos scrisse come ultimo disperato appello per salvare i due italiani, accusati ingiustamente di rapina e omicidio e condannati a morte al termine di un processo contestato e viziato da pregiudizi contro gli italiani e contro i “rossi”.
Proposto per la prima volta in Italia dalle Edizioni Spartaco, viene ora presentato in una nuova edizione con l’aggiunta di una introduzione di Francesco Durante (giornalista e scrittore, autore dei due volumi di “Italoamericana” per Mondadori, nonché grande fantiano).

Il libro sarà presentato alla Fiera del libro di Torino, venerdì 11 maggio alle ore 12 (Sala Azzurra del Lingotto), dal curatore Piero Colacicchi, da Francesco Durante, dal mitico Luca Scarlini (esperto di drammaturgia e e letteratura comparata) e da Antonio Lombardo (Istituto della Resistenza di Cuneo, esponente della Fai). In programma anche letture dell’attore Ennio Fantastichini (che, qualche anno fa, ha interpretato Bartolomeo Vanzetti in una fiction televisiva).

La quarta di copertina:

VA BENE, AVETE VINTO VOI, SIAMO DUE NAZIONI
«Gli stanno scavando la fossa giorno dopo giorno: l’odio cieco di migliaia di cittadini benpensanti e il meccanismo sovrumano, tortuoso, subdolo, senz’anima della legge li spingono inesorabilmente verso la sedia elettrica».

La penna di un grande narratore prestata alla causa di Sacco e Vanzetti, l’accorato appello per salvarli dalla sedia elettrica, la puntigliosa ricostruzione della contestata vicenda processuale, il racconto toccante dell’incontro in carcere con i due anarchici, l’accusa ai giudici di essersi mossi in un clima di furore ideologico e la richiesta di revisione del processo: nel 1926, John Dos Passos, allora trentenne ma già noto scrittore, raccolse alcuni suoi scritti – tra cui diversi articoli apparsi sulla rivista New Masses - nel pamphlet Facing the Chair, tradotto per la prima volta in italiano solo ottant’anni dopo.
Dos Passos prendeva posizione in favore dei due italiani, aderendo al vasto movimento di opinione pubblica che, in tutto il mondo, poté contare sull’appoggio di intellettuali famosi come Thomas Mann, Albert Einstein, Upton Sinclair, H.G. Wells.

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mercoledì, 10 maggio 2006
logo_ita E anche questa Fiera del Libro (la terza a cui vado; ma la prima in veste di autore) è finita. Ho assistito a molti incontri interessanti; la presentazione della collana Memi di Fazi, al bel monologo di Ascanio Celestini Scemo di guerra, a una straordinaria lettura di Timi da Tuttalpiù muoio. E soprattutto ho rivisto tanti vecchi amici e ne conosciuti di nuovi. In più ho presentato il mio romanzo (Luca Scarlini è stato fantastico, ironico e micidiale come al solito) facendo anche un reading proprio sulle parte ambientate alla Fiera stessa, in cui racconto dei furti commessi da Matteo, che con un suo amico riuscì a fare il sette per cento del totale dei libri rubati alla Fiera del libro, almeno stando alle stime de La stampa di quell'anno.
postato da: AlessioRomano alle ore 22:28 | Permalink | commenti
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venerdì, 05 maggio 2006
logo_itaTorinesi

Il mio amico di Torino che mi sta ospitando ha un appartamento vicino piazza Castello. Per entrare c'è un portone in strada. Se prima non suoni al citofono non possono darti il tiro (come dicono a Bologna). Superato questo portone c'è una porta blindata sulla frazione di palazzo dove abita. Pure questa porta non si può aprire se prima non suoni. Poi c'è la porta di casa sua. La prima è blindata. Poi bisogna inserire un codice segreto per disattivare un allarme. Poi  c'è un'altra porta che può essere chiusa con un chiavistello. Appena entrato a casa sua, neanche il tempo di disfare le valige, il mio amico mi fa:"Hai mica bisogno di un posto dove nascondere i soldi?"
postato da: AlessioRomano alle ore 03:17 | Permalink | commenti
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giovedì, 04 maggio 2006
logo_itaPrima puntata dalla Fiera del libro di Torino. Ho i piedi gonfissimi e purtroppo non ho rubato neanche un libro (ma ormai sono passato dall'altra parte della barricata...), ma ho assistito a due bellissimi incontri. Prima un duello tra Tiziano Scarpa e Raul Montanari su Pinocchio di Collodi (contro il primo, a favore il secondo). In sei riprese Scarpa cercava di smontare le avventure del burattino (troppo moralista, troppo veloce in alcuni punti decisivi, scritto solo per  le insistenze del pubblico, tra cui la figlia di Carducci) e Montanari lo elogiava (ha citato una bella frase di non mi ricordo chi: "Bisogna mettere rospi veri in giardini immaginari"; ma poi  ha letto un interminabile pezzo, un monologo  del Gatto morente, che mi stava facendo abbioccare). Il pubblico alla fine ha votato. Per due voti ha vinto Montanari, ma credo più per amore per il classico e immortale romanzo per ragazzi che per la sua performace. Poi ho assistito a un Omaggio a John Fante con Fofi, Pincio, Starnone, Trevi e due emozionanti letture di Gabriele Vacis. Una delle cose più belle dette è stata la definizone di un "bovarismo moderno" nel quale non ci si immedesima più in personaggi delle letteratura, ma nei loro autori. Il giovane Bandini non sogna di essere un personaggio di un libro, ma sogna di essere uno scrittore. In più sono stato in giro a chicchierare tra lo stand della Holden, quello della Fazi (ho conosciuto Tommaso Pincio e ci ho parlato di telefilm) e quello della Fandango. E ora, finalmente, me ne vado a bere e ballare ai murazzi. A domani per la prossima puntata e vi ricordo che lunedì alle 13.30, spazio autori  A, presento Paradise for All, con Luca Scarlini. Ultima cosa, un trucco (tutto da sperimentare, però) per entrare a sbafo per tutta la Fiera del Libro con un accredito da RELATORE. Io stamattina sono andato all'ufficio accrediti, ho detto di essere Alessio Romano, il tipo ha dato un occhio al programma e mi ha subito dato un pass, senza chiedermi neanche un documento. Ad averlo saputo gli anni passati... Io ci proverei!
postato da: AlessioRomano alle ore 22:57 | Permalink | commenti
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