martedì, 11 dicembre 2007
Paradise for All al cinema!
No, non realizzeranno un film dal mio primo romanzo. Anche perchè pare che sia già stato fatto. E addirittura in Francia. Vedi QUI.
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venerdì, 07 settembre 2007
microfono1.Quando scrivi hai qualche particolare rituale che ti permette di entrare nella giusta atmosfera? (anche cose strane, tipo Marquez che scriveva in tuta da meccanico).

Sinceramente no. Scrivo molto meglio se sono a stomaco pieno, ma questo vale anche per quasi tutto il resto.

2.Com'è il tuo "tavolo di lavoro"? Quando scrivi vuoi avere ordine davanti a te oppure riesci a scrivere dappertutto? Scrivi a computer o a mano? Utilizzi della musica in sottofondo?

Scrivo dove capita, con un computer portatile. Mi piace scrivere su autobus (ci ho quasi scritto un romanzo intero sulla tratta Roma – Pescara), treni e aerei. Il mio tavolo di lavoro ideale è il mio letto che si riempie di vocabolari, libri, fumetti, cibo, penne, quaderni e tutto quello che può servirmi (o distrarmi) mentre scrivo. La musica mi deconcentra. Preferisco il silenzio.


3.C'è qualche cosa o strumento che prima di cominciare a scrivere non avresti mai detto che ti sarebbe potuto servire?

La lettura ad alta voce di quello che ho scritto. Assolutamente indispensabile per le correzioni.

4.Hai qualche particolare metodo per fissarti le idee quando ti vengono le ispirazioni (bloc notes, cellulare....). E, curiosità, come avviene la scelta dei nomi dei tuoi personaggi (tipo, come mi avevi detto tu, Veronesi che legge i citofoni delle case).

Prendo appunti sul mio telefonino (memorizzo SMS che non invio) con una parola chiave che non mi faccia dimenticare “l’idea geniale” che penso di avere appena avuto e che dieci volte su dieci si rivela una boiata.
Per i nomi spesso li prendo da quelli di amici e poi cerco dei cognomi che suonino bene con loro. Qualche volta butto un occhio sull’elenco del telefono.

5.Quando scrivi hai bisogno di "staccare la spina" dalle letture per paura di subire influenze esterne?

Assolutamente sì. Quando sto scrivendo qualcosa cerco di leggere il meno possibile. E nella pausa tra un romanzo e un altro leggo tantissimo per rimettermi al passo.

6.Mentre scrivi sei riservato oppure fai leggere il tuo materiale anche se non è completamente finito?

Più che leggere ne parlo molto con i miei amici; tutte pazientissime persone che con l’editoria non hanno niente a che fare.

7.Gli esordi. Com'è stata la tua esperienza da esordiente e soprattutto c'è qualche consiglio che potresti dare a chi vuole fare il salto e far circolare il proprio materiale in giro?

In linea di massima è andata molto bene; buone vendite e buone recensioni. All’inizio consiglio di far circolare le proprie cose il più possibile tra gli addetti al lavoro; scrittori, redattori, riviste, critici, editor, etc. Con un’unica aurea regola: diffidare da chi vi chiede del denaro per leggere le vostre cose!
 
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categoria:paradise for all
venerdì, 17 agosto 2007
QUI piccolo resoconto di una presentazione estiva...
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martedì, 05 giugno 2007
QUI recensione...
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categoria:paradise for all
domenica, 13 maggio 2007
Sardegna!
bandiera_7Parolerivelate, uno dei "Presidi del Libro" della Sardegna mi ha invitato a Cagliari per una due giorni che sono sicuro sarà indimenticabile.


Venerdì  18 maggio
20.30

Scrittosi si diventa?
presentazione
Paradise for All
presenta Mauro Pala
interviene Giorgio Todde


Caffè Savoia
Via Savoia 12

Cagliari



E poi:



Sabato19 maggio
dalle 11.00 all’13.00
Lo scrittore socialmente utile

libreria Piazza Repubblica Libri
Piazza Repubblica
Cagliari

Il progetto Scrittori Socialmente Utili, ideato da Patrizio Zurru, prevede che per un giorno uno scrittore abbandoni i suoi panni abituali e affronti i lettori in veste di commesso di libreria, aiutando i clienti nelle loro scelte, di volta in volta incoraggiando o dissuadendo, con l'unico, cattivissimo e tassativo divieto di parlare delle proprie opere.

postato da: AlessioRomano alle ore 19:11 | Permalink | commenti (5)
categoria:segnalazioni, paradise for all
mercoledì, 02 maggio 2007
Comune di Avezzano
Assessorato alla Cultura

Senza titolo17 maggio 2007
ore 17:00
Sala Consiliare
Avezzano

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categoria:segnalazioni, paradise for all
mercoledì, 14 marzo 2007

http://fuorilemura.it/index.php?ed=&rub=24&tit=1640

Una nuova recensione a PARADISE FOR ALL

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categoria:paradise for all, post dal brasile
venerdì, 10 novembre 2006
prima candelina
1 anno
coplibrij-1.aspÈ già passato un anno dalla pubblicazione di Paradise for All ed è tempo di bilanci.
Il mio primo romanzo ha ricevuto una discreta accoglienza da parte del pubblico, arrivando ad essere ristampato (che per un esordiente è un bel traguardo) con tanto di fascetta che riprende una frase di una delle recensioni più importanti (quella di Antonio D’Orrico sul Magazine del Corriere, vedi QUI); si sono occupati del mio libro, tra gli altri, Venerdì di Repubblica,
Pulp Libri, TuttoLibri della Stampa, Mucchio Selvaggio, Stilos, Cosmopolitan, Flair e Fumo di China (QUI e QUI per l’elenco quasi completo: tutte molto positive, tranne QUESTA). Sono stato intervistato da diversi giornali ( QUI e QUI le interviste più belle) e da diverse radio (ascolta QUI e QUI) e in generale è andata sempre bene (tranne che in questo esilarante caso: QUI il resoconto). Sono finito anche in TV (un lungo servizio sul TG3 regionale dell’Abruzzo; sono stato intervistato da Elkann su la7; ospite del Maurizio Costanzo Show sul digitale terrestre e di Libri al Top su Sat2000). Su IBS ben 23 commenti con la media di 3,52 su un massimo di 5 (segnalo il commento più perfido, di un certo GaBin: “Molto molto brutto, a mio parere. Me l'ha passato un amico, da allora non gli rivolgo più la parola.”); il libro è stato presentato, tra gli altri, da Sandro Veronesi (che ha scritto la bella quarta di copertina), Marco Vichi, Bruno Fornara, Giampiero Rigosi, Simone Caltabellota e Luca Scarlini. Sono stato invitato a diversi festival letterari (da Pordenonelegge al Piccolo festival di Bassano del Grappa, da Genova a quello "fantiano" di Torricella Peligna). Ho ricevuto tante mail da lettori, bontà loro, entusiasti e tanti commeventi SMS di amici che avevano appena finito di leggere il libro.
L'aspirazione letteraria è uno strano, folle, sogno. Non posso che ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile che il mio diventasse realtà, aiutandomi e incoraggiandomi ad andare avanti.    


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categoria:letteratura, paradise for all
sabato, 02 settembre 2006
Mentre sono reduce da una presentazione disastrosa che probabilmente racconterò per anni ad un costosissimo analista (quella alla Festa di Liberazione di Pescara: dovevo presentare il libro in contemporanea a un triplice, rumoroso e bel concerto; a dieci minuti dall'inizio non si sapeva dove la presentazione si sarebbe tenuta, audio inesistente che mi ha fatto desistere dal tentativo di fare un reading di fronte a una trentina di amici eroici che sono rimasti fino alla fine nonostante tutto) posto una recensione uscita su una rivista local (L'Indiscreto di giugno) firmata da Fabio Di Marco.

Abruzzese, “realmente” giovane, è nato a Pescara nel 1978, “holdeniano” (in senso barocco, ehm…, Baricco) e scrittore esordiente di successo. È questo l’identikit minimo del nostro corregionale Alessio Romano che venerdì 19 maggio, presso la biblioteca comunale di Roseto degli Abruzzi, ha presentato il suo primo romanzo, intitolato “Paradise for all”, edito dalla Fazi nella collana “Le Vele” e uscito nelle librerie nel novembre scorso.
Lo scrittore pescarese ha studiato a Bologna e a Torino, ed è proprio in quest’ultima città, magica e misteriosa, che ha deciso di ambientare la sua opera prima: un giallo originalmente generazionale dove i delitti che accelerano e interrogano il racconto ruotano attorno alla vita privata e intellettuale di alcuni giovani narratori iscritti alla famosa scuola di scrittura creativa “Holden”.
È un romanzo particolarmente suggestivo per quei lettori ventenni, ma non unicamente per loro, che sognano di immolare la propria vita professionale (e non solo) alla scrittura. Nel libro sono ricreate situazioni vissute dall’autore, il quale ha realmente frequentato un master presso la scuola torinese presieduta da Alessandro Baricco. Non è un romanzo autobiografico tratto da episodi accaduti veramente, ma la cornice, gli ambienti, i personaggi, lo stesso Romano, citato più volte all’interno del libro come “il pescarese”, oscillano tra realtà e finzione.
Torino è il set ideale per ambientare un thriller di questa natura e Alessio Romano per dare forma alla parte “gialla” del proprio racconto si è ispirato a registi come David Lynch e Stanley Kubrick. È un libro intarsiato di cinema (e pronto per il cinema?): in un’intervista radiofonica l’autore ha paragonato la bellissima Elena, personaggio chiave ed unica e magnetica costante attorno alla quale ruotano i mutevoli e avvolgenti scarti della storia, alla Laura Palmer di “Twin Peaks”.
La strategia narrativa di “Paradise for all” ricorda, in maniera molto meno candida e solenne, il mondo di Sofia di Jostein Gaarder, ovvero, un intreccio di generi dove al posto della filosofia, del piccolo ed innocente giallo famigliare e delle avventure di Sofia Amundsen, troviamo rispettivamente: la letteratura, una serie di tentati-compiuti omicidi e le vicende di una generazione di aspiranti scrittori.
Unica pecca del romanzo forse è che in alcuni passaggi il plot pare troppo cerebrale: la storia è logica, tesa e vibrante ma alcune intelligenti coincidenze narrative sembrano dei gratuiti bizantinismi. Bellissima la quarta di copertina, dove, sotto un lusinghevole commento di uno dei maestri dell’autore, Sandro Veronesi (romanzato e  quasi compromesso all’interno del libro), troviamo una sorta di bibliografia fotografica da rimirare a lettura conclusa per individuare le “cose” che hanno nutrito il talento di Alessio Romano.
Infine, se dopo aver letto l’ultima parola dell’ultima pagina, chiudendo il libro, avvertite un irrefrenabile voglia di scappare a Torino ed iscrivervi alla Holden con l’intenzione di consumare esperienze, accumulare sapere e partorire un romanzo, non preoccupatevi, è normale...io vi sto scrivendo da lì!



 
postato da: AlessioRomano alle ore 05:16 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 25 agosto 2006
Pescara
Festa di Liberazione

mercoledì 30 agosto
Villa de Riseis
alle 23.00
presentazione di Paradise for All
a cura della libreria Primo Moroni
postato da: AlessioRomano alle ore 17:29 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 09 agosto 2006

Reading di 'Paradise for all'

10 Agosto 2006 - VASTO

Scrittori in piazza
Ore 22,00 Piazza Barbacani
a cura della Nuova libreria
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mercoledì, 02 agosto 2006
Nell'ambito del Primo Festival Letterario Il Dio di mio padre dedicato a John FANTE (vedi QUI) SABATO 5 AGOSTO alle 17.30 ci sarà una presentazione di Paradise for All nella RISERVA NATURALE LAGO DI SERRANELLA, nelle vicinanze di Torricella Peligna, il paese di origine del padre di uno dei miei autori cult.
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martedì, 18 luglio 2006
coplibrij-1.aspE' uscita una nuova bella recensione a Paradise for All di cui vado particolarmente orgoglioso, sia perchè dall'uscita del libro è passato un po' di tempo, ma articoli e recensioni continuano ad uscire (me ne sono state segnalate altre due che metterò presto sul sito), sia per il suo contenuto, sia sopratutto perchè questa recensione è uscita  su una storica rivista di critica del fumetto, Fumo di China, che leggevo avidamente fin da quando ero ragazzino. La ragione di questa scelta è nella recensione di Stefano Priarone (che si era già occupato di Paradise for All, vedi QUI) che ricopio qui sotto. Da Fumo di China n. 141, il numero attualmente in edicola.

PARADISE FOR ALL (segue voto: 4 palle su 5 ovvero "Buono")
Elena è la più brava allieva della Holden di Torino, la celebre scuola di scrittura fondata, fra gli altri, da Alessandro Baricco. Elena è anche molto bella, ed è concupita da tutti alla scuola, in primis da Matteo, che non riesce a dimenticare la fellatio che gli ha fatto mesi prima in aula. Elena però adesso è morta: viene trovata nuda e pugnalata a casa sua. E spetta a Matteo trovare il colpevole, rileggendo gli inquietanti racconti di Elena. Usa la struttura del giallo il folgorante romanzo d’esordio di Alessio Romano, ma non è solo una affascinante crime story, è anche un quasi perfetto (e molto postmoderno) mix di citazionismo e autobiografismo. Ci sono sette orgiastico-sataniche alla Eyes Wide Shut, Elena ha (dichiaratamente) molto in comune con la Laura Palmer di Twin Peaks, c’è un barbone molto simile a quello di una celebre storia di Martin Mystère, Il mistero della Grande Mela (e  infatti il clochard dichiara di essere suo amico). Romano è stato allievo della scuola Holden, compare fra i personaggi (è uno degli amici di Matteo),  fra i sospettati dell’omicidio di Elena mette il celebre scrittore (e insegnante della scuola di scrittura) Sandro Veronesi (anch’egli succube del fascino della ragazza) che in quarta di copertina scrive di non voler querelare il giovane autore perché il suo romanzo è troppo bello. Compare anche Alfredo Castelli (fa una conferenza alla Holden) e, grazie alle continue (e abbastanza insolite in un romanzo italiano) citazioni fumettistiche (viene menzionata anche BVZM, la mailing list dedicata ai fan di Martin Mystère), crediamo di non sbagliare nel recensire questo romanzo su una rivista dedicata al fumetto: è il segno che il nostro amato medium è entrato nell’immaginario, almeno di quello degli autori più giovani (in quarta di copertina è persino mostrato un cartonato di Martin Mystère). Matteo, arrivato al villino dove si riunisce la kubrikiana setta satanica, parcheggia  la sua macchina fra una Aston Martin e una Ferrari Mondial, cioè fra James Bond e Martin Mystère: e il romanzo infatti è un mix di azione, seduzione (Elena e le altre ragazze  sarebbero perfette Bond Girl) e mistero.

postato da: AlessioRomano alle ore 19:20 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 28 giugno 2006
Be-You :: Young Festival

a Genova il 15 e 16 luglio dalle 17.00 alle 20.00
prenderò parte insieme ad altri scrittori esordienti
a (taglio e incollo dal programma):

Reading corner
Uno spazio come quello leggendario di Hyde Park a Londra. Autori giovani e in target si mettono in gioco, leggono pagine dai loro testi in libertà e danno vita a un flusso di parole, racconti e personaggi che si trasformano nella “colonna sonora verbale” del festival.

leggere QUI per altre info
PS
Come mi sento giovane!
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lunedì, 15 maggio 2006
razlogo22MERCOLEDì 17 MAGGIO SONO OSPITE DELLA TRASMISSIONE RADIOFONICA "NOI NEL MEZZO" IN STREAMING SU INTERNET QUI
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lunedì, 15 maggio 2006
coplibrij-1.aspQUI una nuova, bella, recensione da La cronaca di piacenza di Arianna Groppi.
QUI una recensione e un'intervista sull'ultimo numero di WritersMagazine di Emanuele Terzuoli.
postato da: AlessioRomano alle ore 15:45 | Permalink | commenti
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mercoledì, 10 maggio 2006
coplibrij-1.aspFlavia Piccinni colpisce ancora. Su Bazar una sua recensione e intervista. Cercare QUI
postato da: AlessioRomano alle ore 22:45 | Permalink | commenti
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giovedì, 27 aprile 2006
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Lunedì 8 maggio alle ore 13.30
Presentazione del romanzo "Paradise for all"
Fiera del Libro di Torino
Spazio Autori
Interviene Luca Scarlini
postato da: AlessioRomano alle ore 10:53 | Permalink | commenti
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sabato, 22 aprile 2006
coplibrij-1.asp QUI una recensione di Flavia Piccinni.
postato da: AlessioRomano alle ore 11:46 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 18 aprile 2006
logo1Su Milano Finanza di oggi c'è una piccola recensione (si può scaricare QUI ).




MF
postato da: AlessioRomano alle ore 14:22 | Permalink | commenti
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martedì, 11 aprile 2006
logo_sole2QUI una nuova recensione di Paradise for All.
postato da: AlessioRomano alle ore 15:02 | Permalink | commenti
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venerdì, 07 aprile 2006
logo Sul numero de Il mucchio selvaggio in edicola questo mese (di cui mi ero già occupato per la copertina censurata, vedi QUA ), insieme a Simona Vinci, Richid O. e Jake Arnott, sono tra gli autori intervistati per la rubrica "Booklet". Ecco l'intervista, realizzara da Erika Furci, già autrice, sempre sul Mucchio, di una bella recensione (vedi QUI ).

Paradise for All (Fazi Editore) è un noir made in italy concoplibrij-1.asp atmosfere e personaggi alla Twin Peaks. Un buon biglietto da visita per Alessio Romano, 27 anni, che sceglie per il suo esordio un giallo sospeso tra Torino e l'irrealtà. Un "giovane autore" capace di distanziarsi da tanti suo colleghi coetanei, ma anche di non clonare il maestro Baricco. Il risultato? Sicuramente originale.
di Erika Furci

Numerosi quotidiani hanno puntato i riflettori su di te. Fa paura tanta attenzione per un debutto?

Al contrario: la grande paura di tutti gli esordienti è l’indifferenza di critica e lettori. Ogni volta che leggo una recensione mi fa molto piacere; a prescindere se sia positiva o negativa, mi trovo di fronte a qualcuno che ha speso del tempo per riflettere sul mio libro. È fantastico; così come trovo fantastico leggere le mail dei lettori che mi scrivono. 

Hai avvertito come pesante “l’ombra” della Holden?

No, non più di tanto. Certo, ogni volta c’è curiosità e in molti mi chiedono fino a che punto sia possibile “insegnare” a scrivere o a raccontare storie; quanto dipenda dal talento; cosa si fa in un laboratorio di scrittura. Ma il mio romanzo è anche una riflessione sui due anni che ho passato a Torino in quella scuola e queste domande sono legittime.

Tu credi di doverle qualcosa, oltre  all’ambientazione? Quanto delle lezioni e dei corsi ha contribuito ed è rimasto nella tua scrittura?

Penso di dovere molto ai consigli che ho ricevuto, sia da parte di scrittori, editor e insegnati vari, sia da parte di molti dei miei compagni di corso. Per due anni è stato un continuo scambiarsi racconti, sceneggiature e scalette. È stato tutto molto prezioso, soprattutto per trovare la forza di fermarsi e mettersi a scrivere per un non breve periodo della mia vita. C’è però un rischio nel frequentare corsi di scrittura: quello che un eccesso di consapevolezza, di punti di riferimento, di maestri possa diventare un “ingombro” che ti blocca e non ti fa scrivere. Paradise for All è stato un modo per esorcizzare questo pericolo, anche attraverso l’uso scatenato e disinvolto che ho fatto delle citazioni sparse per tutto il libro.

Hai osato un genere un po’ insolito per un esordio, il giallo-nero. Finalmente qualcosa di diverso dalle solite “tematiche giovanili”, il più delle volte ridotte ad amori scolastici o biografie di aspiranti suicidi.

Sì, anche io mi sono stufato di leggere romanzi che parlano di problemi esistenziali e spesso l’immagine di molti giovani autori che ne esce fuori è quella di scrittori che sembrano guardare più il proprio ombelico che la realtà che li circonda e per di più non raccontano neanche una storia. Io volevo parlare di una mia esperienza autobiografica, del fatto che scrivevo e che sognavo di diventare uno scrittore; ma sentivo, forte, l’esigenza di farlo all’interno di un romanzo di genere, di non raccontare gratuitamente un ambiente e un’atmosfera che conoscevo, ma di sfruttarla per creare un noir che, per di più, aveva un modello di riferimento molto particolare e molto preciso: la serie televisiva Twin Peaks di David Lynch.

Secondo te, in letteratura piuttosto che al cinema, il noir italiano recentemente è passato un po’ in secondo piano?

Non so se stia passando in secondo piano. Ci sono molti autori italiani, anche piuttosto bravi, che si occupano di “gialli”; penso alla scuola bolognese (Macchiavelli, Lucarelli e Rigosi), penso a Marco Vichi e al suo commissario Bordelli. Per non parlare dello straordinario successo di pubblico che hanno autori, anche molto diversi tra loro, come Faletti o Camilleri. Tra tutti i generi, il giallo mi sembra sia il più frequentato in Italia; un paese che non ha una tradizione di romanzi di genere solida quanto quella anglosassone.

Domanda quasi di rito: quali autori senti che ti abbiano davvero lasciato qualcosa? E soprattutto, secondo te, oggi i “classici” tanto cari ai professori hanno ancora qualcosa da dire o potrebbero benissimo essere sostituti da una nuova onda?

Gli autori che più sono stati decisivi per la mia “vocazione” a scrivere sono stati Bukowski (più quello dei romanzi che quello dei racconti), John Fante, Mordecai Richler (la sua “Versione di Barney” è uno dei miei libri cult). Ma anche autori come Paul Auster, Abraham Yehoshua e (sopartutto quando ero al liceo) Daniel Pennac. Come vedi sono quasi tutti autori stranieri e contemporanei o quasi. I classici sono fondamentali ed è importante studiarli e leggerli, ma almeno per me, lo è più per la mia vita, per il piacere che danno, che pensando alla scrittura. Se mi mettessi a scrivere avendo come modello di riferimento Dante, Kafka o Dostoevskij  penso non riuscirei più a buttare giù neanche una riga, oppresso da un senso di inferiorità schiacciante e dalla consapevolezza di diventare automaticamente patetico e ridicolo.

Ormai si sente dire ovunque che gli italiani leggono poco, anche se il mercato editoriale non sembra avvertire la crisi. Le nuove pubblicazioni mensili sono numerose e anche i nomi nuovi. Rispondimi da “lettore”, c’è qualche nome fresco di pubblicazione che ha catturato la tua attenzione. Ovviamente anche in negativo…

Tra gli esordienti mi è piaciuto molto “Mitologia di famiglia” di Cristina Guarducci, esilarante e grottesco; poi l’ultimo di Paolo Nori “I quattro cani di Pavlov”. Tra gli stranieri ho amato moltissimo Lunar Park di Ellis. Ma ultimamente non è un periodo di grandi letture per me, perché sto scrivendo e quando scrivo tendo a leggere il meno possibile.


Matteo, il protagonista, è un allievo un po’ sui generis, così come la sua figura di surfista a Torino. C’è qualcosa di autobiografico o sei solo la voce narrante?

Purtroppo no. Sono due estati che tento inutilmente di imparare a fare windsurf, ma sembra proprio che sia negato per questo sport. Al contrario, proprio perché raccontavo di un ambiente autobiografico, mi sono sforzato di creare una voce narrante che in qualche modo fosse lontana da me e non in perfetta sintonia con la Holden e con Torino. Poi, si dice sempre che un investigatore debba avere un hobby particolare: Nero Wolfe ha la sue orchidee, Sherlock Holmes il violino, per Matteo ho pensato al surf. Anche e soprattutto per l’amore che ho per il mare, sia inteso come luogo reale, sia per tutta la sua infinita gamma di valenze simboliche. In più, quando studiavo a Bologna, dividevo la mia stanza con un ragazzo di Padova, surfista, che ogni giorno si alzava verso le cinque di mattina (orario in cui io spesso andavo a dormire), controllava su internet se c’era vento in Toscana o verso Ravenna e  prendeva e partiva con il suo furgone. Nel mio dormiveglia, ho sempre trovato questa sua abitudine, questa sua ansia di mare, un’immagine potentissima di libertà. Da lì sono partito per creare il mio personaggio.


Hai detto che qualche torinese ha storto un po’ il naso vedendo “demonizzare” la sua città… invece Veronesi e Baricco come hanno reagito ritrovandosi da scrittori a personaggi? Soprattutto Veronesi che non è solo una comparsa…

Molti miei amici torinesi ci sono rimasti male per il mio incipit: “A Torino fa freddo già in ottobre, città di merda”. In realtà a me Torino piace molto, ma l’ho sempre trovata inquietante, e i torinesi che ho conosciuto mi hanno sempre dato l’impressione di essere depositari di un qualche segreto inconfessabile. Baricco compare solo in una scena molto piccola del romanzo, che descrive un episodio molto strano e accaduto realmente durante una sua lettura alla Holden. Sandro Veronesi, invece, si è visto trasformare da affettuoso padre di tre ragazzi in un losco frequentatore di dark lady (con tutti gli svantaggi e i vantaggi che questo tipo di frequentazioni comporta). Ma, fortunatamente per me, ha capito che era un omaggio a quello che considero il migliore insegnate che abbia avuto alla Holden e uno dei migliori scrittori italiani in assoluto. Oltretutto la sua piccola vendetta nei miei confronti se l’è presa dando il mio nome e cognome a un personaggio di “Caos calmo” (che considero uno dei pochi veri capolavori degli ultimi anni): un avvocato di Bellagio che non accetta un caso se prima il suo cliente non si fa “inculare” da lui, e non in senso figurato, ma proprio realmente e preferibilmente subito dopo il primo colloquio, dentro il suo studio, sul divanetto. 

Il susseguirsi dei colpi di scena, il ritmo veloce e alcune immagini oniriche rendono “Paradise for All” molto adattabile al grande schermo. Ti solleticherebbe l’idea?

Moltissimo. L’idea di entrare in un cinema e di vedere il frutto della mia fantasia che si trasforma in una serie di immagini proiettate mi emoziona.  Il cinema è una mia grande passione; alla Holden ho studiato sceneggiatura e ho anche provato a giare un corto; disastroso il risultato, ma divertentissimo il lavoro di realizzazione. Raccontava attraverso solo soggettive e con la voce narrante di una ragazza sarda, la breve vita di una verruca cresciuta sotto il piede di un ragazzo.


Hai già qualche altro progetto in cantiere?

Sono più o meno a metà di un nuovo romanzo. Sarà molto originale sia per struttura che per la storia che racconta. Per il momento procede molto bene e mi sembra che stia vendendo fuori un ottimo lavoro. Incrociamo le dita!


postato da: AlessioRomano alle ore 13:48 | Permalink | commenti
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lunedì, 03 aprile 2006
INTERVISTA SU LIBERAZIONE

Marco-Vichi2Su Liberazione di ieri (02.04.2006) è uscita una recensione a Paradise for All, seguita da una mia intervista, realizzata da Marco Vichi (nella foto di fianco; il papà del commissario Bordelli), che si può scaricare QUI o leggere qui di seguito:

incontro con l'esordiente Alessio Romano, autore di "Paradise for All", un romanzo zeppo di figure reali
Se da una pagina noir salta fuori Sandro Veronesi
di Marco Vichi
Un ottimo esordio quello di Alessio Romano. Paradise for All (Fazi Editore) è un noir tutto italiano, fresco e dalla scrittura veloce, con personaggi reali rubati alla scuola Holden di Torino, dove la storia si svolge (e che Romano ha frequentato). Fra tutti i personaggi reali spicca Sandro Veronesi, sospettato di azioni spregevoli, invischiato in storiacce di sesso, investito da una macchina (Veronesi si è impegnato a non denunciare l’autore). Per “liberarsi” dai maestri, tutto è lecito, soprattutto un romanzo. Ma una trama riuscita sarebbe poco e nulla senza una scrittura capace di creare immagini e di trasmettere emozioni. Alessio Romano è giovanissimo (nato nel ’78), ma si muove con agilità e consapevolezza, sa quando fermarsi e quando insistere, quando deviare e quando affondare il colpo. Lascia alla storia solo le parole che servono per raccontarla, togliendo tutte le altre. E di sicuro deve divertirsi molto a scrivere, perché fa divertire anche il lettore. In altri momenti sono tristezza e solitudine a emergere dalla pagina, ma l’ironia continua a far sorridere, anche se a volte con amarezza. Personalmente, sono molto curioso di vedere cosa saprà raccontarci con il secondo romanzo.

Quando ti sei accorto che volevi scrivere delle storie?
Da bambino quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande rispondevo: “Lo scrittore”. I miei primi raccontini erano ispirati a Mark Twain che ci facevano leggere a scuola. Forse una certa propensione per uno stile scanzonato viene da lì. Qualche tempo fa ho dovuto rifare la mia carta d’identità, scaduta. Alla voce professione, ho risposto senza esitare: "Scrittore". Ero felice, nonostante, e forse non a torto, l’impiegato comunale mi stesse guardando come se fossi un mentecatto

Quanto conta John Fante nella tua scrittura?
La scoperta di Fante è stata recente. Ce ne parlò Sandro Veronesi a lezione. Poi, durante la Fiera del libro di Torino, rubai il Meridiano allo stand della Mondadori (com’è raccontato anche nel mio romanzo). Me lo sono divorato nel giro di un’estate. Mi sono identificato immediatamente con  le frustrazioni e le fantasie megalomani di Arturo Bandini; ho ritrovato vizi, superstizioni e manie abruzzesi; mi sono innamorato della sua scrittura secca e potente, vicina al parlato, ma che sa diventare anche tragica, senza smettere di divertire.
 
Quando scrivi ti fai raccontare la storia anche dai personaggi, fidandoti di quello che trovi strada facendo, o tieni sempre tutto sotto il tuo controllo?
Per me scrivere è in assoluto la cosa più divertente che si possa fare con i pantaloni addosso. Mi lascio andare, cazzeggio, mi diverto. Certo, il tempo che si dedica alla riscrittura è un'operazione indispensabile, ma noiosa. Per Paradise for All avevo buttato giù una scaletta molto precisa, avevo paura di arrivare alla fine senza un colpevole. Ma scrivendo sono spuntate fuori tante cose nuove. Forse le migliori.

Questo è il primo romanzo che hai scritto?
Il mio primo romanzo, mai pubblicato, l’avevo scritto durante i primi anni di università a Bologna, dov’era per gran parte ambientato. L’ho fatto leggere a un paio di addetti ai lavori e il complimento più grande che ho ricevuto è stato che forse, lavorandoci un po’ sopra, se ne sarebbe potuto ricavare una buona sceneggiatura per un fumetto. Parlava di un ragazzo nato dalla clonazione del sangue che si trova nella sacra Sindone, un esperimento voluto dal Diavolo in persona. Ma non mi sono lasciato scoraggiare.

Cosa hai fatto quando hai saputo che Fazi ti avrebbe pubblicato?
Sul momento non ero molto lucido. Ero andato alla Fazi per discutere di “un’eventuale pubblicazione” e credevo che discussioni del genere fossero lunghe e comportassero estenuanti trattative. In realtà mi fu subito proposto di firmare un contratto. Tempo tre ore e mi ritrovavo sulla Nomentana, completamente ubriaco, in mutande (era gennaio!), con due miei amici che tentavano inutilmente di fermarmi.

In fondo al libro il protagonista espone una sua sintetica teoria sulla scrittura, molto bella e molto chiara. E’ tutta roba tua o è… un plagio?
Plagio è una brutta parola; preferisco dire “citazionismo disinvolto”. La teoria dei tre cerchi, così si chiama la lezione di scrittura del protagonista, è la mia personale teoria sulla scrittura, sulla mia scrittura, almeno. Ed è frutto di tante suggestioni di cose sentite alla Holden o lette in giro. Per la necessità di un centro, di una forza che tenga insieme tutta la trama (nel mio caso la bella e tremenda Elena, la vittima), mi è stata utile una lezione di Baricco sull’Iliade; sul ruolo del caso e del destino, invece, mi ha influenzato molto Paul Auster.

Veronesi sapeva che stavi scrivendo questa storia?
Sì. E sapeva che sarebbe stato uno dei personaggi. Non credo si aspettasse di finire investito, di andare in coma, di fare sesso con una sua allieva, di essere accusato di omicidio e plagio, oltre che (ma questa non è più fiction) di essere un tremendo logorroico. Sandro Veronesi è, a mio parere, uno dei più grandi scrittori che ci siano oggi in Italia e ho avuto la fortuna di imparare moltissimoda lui. Il rischio, però, di avere dei maestri è quello di finire a scrivere romanzi scimmiottandone lo stile. Paradise for All è stato anche un modo, quasi un esorcismo, per fare i conti anche con questo.

Cosa ti ha detto dopo averlo letto?
Che gli era sembrato di aver fatto una comparsata in un film. Si è preso anche una piccola vendetta, dando il mio nome a uno dei personaggi più assurdi di Caos calmo, il suo ultimo romanzo: un avvocato di Bellagio che non accetta incarichi se prima le sue clienti non acconsentono ad avere un rapporto anale con lui; meglio se immediatamente, sul divanetto del suo studio (come capita alla moglie e alla cognata del protagonista di Caos calmo). “Sodalizio simbiotico” lo chiama, indispensabile per vincere ogni causa.

C’è qualcuno che riconoscendosi in un personaggio di Paradise for all si è offeso?
Non credo. Tutte le persone che ho trasformato in personaggi usando il loro nome hanno letto il libro prima della pubblicazione. A Baricco ho mandato una mail in cui era descritta la scena in cui compare. Una cosa realmente accaduta, oltretutto. Era il periodo natalizio e come tutti gli anni stava facendo una lettura del Canto di Natale di Charles Dickens alla Holden. In prima fila c’era una coppia di signori anziani; lui magrissimo e lei obesa. A un certo punto Il marito si alza e, lentissimo, va a prendere delle stampelle appoggiate al muro. Le porta alla donna, che, ancora più lenta, va verso la finestra. Baricco continua a leggere. Lei apre la finestra e mentre Baricco legge, si mette a vomitare. Una scena veramente  surreale.

Cosa devo fare per entrare nel tuo prossimo romanzo?
Nel prossimo romanzo, sono più o meno a metà, ci saranno ancora scrittori come personaggi, ma di totale fantasia. Certo, ci si può sempre mettere d’accordo: se mi prometti che anch’io finirò nel tuo prossimo libro…



postato da: AlessioRomano alle ore 13:23 | Permalink | commenti
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mercoledì, 29 marzo 2006
Citazioni & rimandilaurprom



A proposito del fatto che ho usato Laura Palmer di Twin Peaks come modello per la mia bella e tremenda Elena in Paradise for All (vedi QUI), guardate cosa ho trovato in Una pinta di inchiostro irlandese di Flann O'Brien (vedi QUI):

"I personaggi dovrebbero essere scambievoli tra un libro e un altro. L'intero insieme della letteratura preesistente deve essere considerato come un limbo nel quale gli scrittori intelligenti possono trovare i personaggi richiesti, creandone altri nuovi soltanto nei casi in cui non riescano a trovare già fatto un burattino adeguato. Il romanzo moderno dovrebbe essere in gran parte un repertorio di rimandi. La maggior parte degli scrittori perdono il tempo a dire ciò che già è stato detto, di solito molto meglio. Una gran copia di rimandi ad opere già esistenti permetterebbe al lettore di conoscere istantaneamente il carattere di ciascun personaggio, eviterebbe faticose spiegazioni e vieterebbe efficacemente ai ciarlatani, agli arrivisti, agli imbroglioni e agli illetterati la comprensione della letteratura contemporanea.

In questo brano c'è tanta ironia e, sicuramente, non mi sentirei di sottoscrivere l'ultima parte (secondo me una citazione, da altre opere come dalla propria autobiografia, ha valore solo in caso in cui la comprensione del testo sia possibile anche a chi tale citazione non ha mezzi di comprenderla), ma più lo leggo, più Flann O'Brien scala la cima della mia lista dei miei autori preferiti.
postato da: AlessioRomano alle ore 16:49 | Permalink | commenti
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venerdì, 24 marzo 2006
Ultime da Chieti
vecchietta-1


Simpatica presentazione/reading oggi a Chieti al MateInfoShop interno 4. E' intervenuta la brava scrittrice locale Luisa Gasbarri, che mi ha fatto belle domande (e mi ha dato modo di chiarire il senso della misoginia del protagonista di Paradise for All, vedi QUI). Curiosa la presenza di un folto numero di vecchiette (un paio di loro hanno anche comprato il libro, dicendomi che a loro piace tanto Baricco, e quindi gli sarei piaciuto sicuramente anche io che ho fatto la sua scuola) la cui presenza ha un po' inibito il reading che è seguito all'incontro; mi sono autocensurato, evitando di leggere qualcuna della tante parolacce. Subito dopo un aperitivo con prodotti equi e solidali.
postato da: AlessioRomano alle ore 21:55 | Permalink | commenti
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giovedì, 23 marzo 2006
1142481970
Per altre informazioni vedere QUI e QUI
postato da: AlessioRomano alle ore 14:53 | Permalink | commenti
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martedì, 21 marzo 2006
stampa[1]

Su ItaliaLibri ORG una recensione che si può leggere QUI
postato da: AlessioRomano alle ore 13:12 | Permalink | commenti
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lunedì, 20 marzo 2006
F O R Z A     S E R B I A !600px-Flag_of_Serbia_and_Montenegro
Con grande orgoglio oggi ho saputo che le tratttive per vendere i diritti di Paradise for All per una traduzione in Serbia sembrano abbiano avuto esito positivo!
postato da: AlessioRomano alle ore 17:37 | Permalink | commenti
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lunedì, 20 marzo 2006
thrillermagazine
QUI
si può leggere un'intervista uscita su Thriller Magazine.
postato da: AlessioRomano alle ore 14:08 | Permalink | commenti
categoria:paradise for all
sabato, 18 marzo 2006
coplibrij-1.aspQUI un articolo sull'ultima presentazione di Paradise for All.
postato da: AlessioRomano alle ore 19:27 | Permalink | commenti
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