venerdì, 11 maggio 2007
domani a Roma
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categoria:politica
venerdì, 05 maggio 2006
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president

Altro che D'Alema!
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categoria:politica
sabato, 29 aprile 2006
Voltastomaco
andreotti-1Avrei dovuto risistemare i capitoli già scritti del mio nuovo romanzo, in vista della volata finale verso la fine del mio terzo libro. Ma in realtà ho passato tutto il pomeriggio e gran parte della sera a seguire quello che accadeva a Palazzo Madama, oggi, per l'elezione del presidente del Senato. Non che la cosa mi scaldasse più di tanto. Da una parte avevo candidato (cosa surreale, manco fosse il cattivo di una soap-opera capace di infinite morti e riserruzioni) addirittura Giulio Andreotti. Che, cazzo, dopo che avevo letto sui giornali che alle ultime elezioni politiche era intenzionato a votare Pippo Franco (candidato al senato) avevo pensato: è fatta, si è giocato il cervello, ce lo siamo tolti dai coglioni, e invece eccolo lì, quasi centenario ancora a lottare in prima linea. Dall'altra parte Franco Marini, uno dei responsabili del complotto che fece cadere il primo governo Prodi (l'unico reo confesso) e amico, qui nella mia Montesilvano, di esponenti politici locali che hanno permesso uno scempio urbanistico senza precedenti. La brace e la padella, insomma, si sfidavano a duello. Ma, mai, mi sarei aspettato lo spettacolo triste, squallido e deprimente (da tutti i punti di vista, comprendendo ogni suo partecipante di qualsiasi colore o parte politica) come quello delle due+uno votazioni di oggi. Da una parte il centrosinistra che ha per un pelo mandato a casa Berlusconi (compito per il quale non gli saremo, in ogni caso, mai troppo grati), ma che inizia nel peggiore dei  modi perdendosi in un bicchier d'acqua. Che male ci sarebbe stato a dare la presidenza del Senato all'opposizione? Sopratutto in cambio di un voto alla camera al candidato del centrosinistra. Magari qualcuno non prescritto per mafia lo avrebbero trovato pure. E si sarebbero avuti i due presidenti di Camera e Senato (Bertinotti e Follini, per esempio, non sarebbero stati questa tragedia, suvvia) eletti al primo colpo. Ciampi avrebbbe conferito più seneramente l'incarico a Prodi, il centronistra avrebbe avuto un voto di più al Senato (il presidente per prassi non vota, quindi se fosse stato dell'opposizione, un voto in meno all'opposizione) e tutti sarebbero vissuti felici e contenti. Invece questa ingordigia di posti di potere (già era stato rivoltante lo scrontro Bertinotti / D'Alema), questa arroganza assurda di voleversi imporre a tutti i costi, e non potendoselo permettere. A destra invece, l'attaccarsi a tutto, il candidare un candidato come Andreotti, di cui gli unici aggettivi che riesco a trovare sono surreale, grottesco e disperato. E per ultima, la deprimente storia dei "Francesco Marini" (il candidato del centrosinistra si chiama "Franco Marini"). Io mi rifiuto di pensare che ci sia un senatore del centronistra che, sinceramente intenzionato a votare Franco Marini, abbia per due volte scritto Francesco Marini. Mi disgusta, invece, il credere che ce ne sia uno che lo faccia a posta per due volte di seguito (forse solo il fatto di pensare che deve avere un gran senso dell'umorismo, questo figlio di puttana, un po' mi solleva) per suoi insondabili obbiettivi politici. In ogni caso se il buon giorno si vede dal mattino, questa credo sarà la seconda peggiore legislatura della storia repubblicana (la peggiore in assoluto è quella appena passata). Che rottura di coglioni.
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categoria:politica
mercoledì, 26 aprile 2006
Great Ape Project

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Il parlamento spagnolo ha accettato di dibattere un progetto (non di legge) di iniziativa socialista per chiedere al governo la protezione, all'interno del Paese e in sede internazionale, delle grandi scimmie antropoidi ( cioè scimpanzé, bonobo, gorilla e orangutan) «vittime di maltrattamento, schiavitù, tortura, morte, estinzione». La Spagna sarà il primo paese europeo a riconoscere «diritti fondamentali» a questi animali così simili all'uomo. (Notizia tratta da QUI)
Per il "Progetto Grande Scimmia", che si batte perchè siano riconosciuti diritti alle scimmie vedi QUI
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categoria:varie, politica
venerdì, 14 aprile 2006
benni "Se incontro un sondaggista giuro che gli dirò questo: secondo il mio exit-poll lei ha, nell'immediato futuro, un tredici per cento di possibilità di prendersi un calcio in culo, un dieci per cento di beccarsi un papagno in faccia, un sette per cento di venir morso all'orecchio, un tre per cento di ginocchiata nei coglioni e un sessantasette per cento che la lasci andare illesa. Ma le mie previsioni potrebbero essere clamorosamente sbagliate."

Stefano Benni
sul Corriere del 14-04-2006
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categoria:politica
martedì, 11 aprile 2006
Che brutta nottata!8804379898
Dopo una lunga due giorni di votazioni e scrutini (sono stato segretario in un seggio elettorale a Montesilvano, la mia città di origine) ieri notte sono stato incollato al televisore con l'ansia tremenda che Berlusconi potesse avere di nuovo la maggioranza alla Camera e al Senato. Per di più ero solo; non avevo un gruppo di amici, una piazza piena di bandiere o un maxischermo. Solo Vespa, Mentana, Fede, un gruppo di commentatori politici sempre più assonnati e le "Ultima ore" del Televideo. Perfino internet mi dava problemi.  E intanto SMS e telefonate di amici e amiche per consultarsi sul paese straniero dove potesse essere meglio rifugiarsi (Brasile in testa, tra le preferenze). Anche se il pericolo di vedere ancora Berlusconi premier (almeno per me di questo si trattava, di un pericolo; ma ora è evidente che c'è una metà del paese che invece questo lo desiderava) è stato scongiurato, non mi sento di condividere il trionfalismo di Prodi, Fassino & C. Doveva essere una passeggiata, una vittoria scontatissima e invece al Senato si governerà (se si governerà) per uno, due voti. E credo che avesse ragione Nanni Moretti quando diceva che con questi dirigenti non vinceremo mai (perchè tutto si può dire, tranne che quella di ieri sia stata una netta vittoria). L'idea di presentare L'Ulivo alla Camera, ma liste separate al Senato; il non riuscire a fare una campagna elettorale se non inseguendo le trovate di Berlusconi; sono temi su cui il centrosinistra dovrebbe aprire una riflessione. E farlo in fretta. Perché il rischio è di tornare a perdere, molto, troppo, presto.
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categoria:politica
venerdì, 07 aprile 2006
Voglio il pane, ma anche le roserosanelpugno_300dpi
Dopo tante riflessioni e dubbi, ho deciso che dopodomani voto per loro. Un voto per la laicità dello stato, contro la legge Fini sulle droghe e in difesa della scuola pubblica (vedi QUI). Ieri sera sono stato anche a Piazza Navona, per il loro concerto / chiusura della campagna elettorale (vedi QUI). La cosa che più mi ha colpito, era Pino Arlacchi (parlamentare uscente dei DS, già magistrato antimafia ai tempi del maxiprocesso), che se ne stava sul balcone di casa sua, proprio di fronte al palco, a potare le sue piante. Non è stato ricandidato e, quindi, si è dato al giardinaggio.
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categoria:politica
giovedì, 06 aprile 2006
rischio brogli alle elezioni

urna Da qualche giorno mi arrivano mail che segnalano il rischio di brogli legato alla sperimentazione sul voto elettronico che si farà in Sardegna, Liguria, Puglia e Lazio (guarda caso regioni in bilico). Il mio amico Alex (a cui mi rivolgo sempre per avere consulenza per argomenti di questo tipo; ma anche di altro: è lui che ha tradotto in tedesco il nome della rivista pornognafica che compare in Paradise for All), mi ha segnalato questi link:


http://italy.indymedia.org/news/2006/03/1031472.php

http://italy.indymedia.org/news/2006/03/1031084.php

http://www.beppegrillo.it/2006/03/ce_uno_strano_o_1.html

http://punto-informatico.it/p.asp?i=58540

Qui invece si può scaricare l'articolo di Diario che ne parla:
http://www.beppegrillo.it/immagini/elezioni_elettroniche_diario_.pdf
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categoria:politica
mercoledì, 05 aprile 2006
Meglio coglioni che Berlusconivauro2

www.sonouncoglione.splinder.com


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categoria:politica
sabato, 01 aprile 2006
Booooom!disegnaEsogna

Domani mattina alle 10 e 30 si potrà assistere in diretta su internet (QUI) alla demolizione del primo dei tre palazzoni di Punta Perotti: uno dei peggiori ecomostri del belpaese.
Ecco la simulazione, per la gioia di ecologisti e di persone con gusti alla Bart Simpson.

Il video e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

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categoria:segnalazioni, politica
martedì, 28 marzo 2006
il caimano
NanniMoretti220


Finalmente sono riuscito a vedere Il Caimano di Nanni Moretti. L'ho trovato un film molto divertente e Silvio Orlando fa una grande prova di attore. Ancora una volta il protagonista (dopo The producer vedi QUI) del film è un produttore: sull'orlo di una crisi economica; con alle spalle molti film tresh; sposato con ex attrice bionda che aveva fatto da protagonista a uno dei suoi film, ma in crisi: sta per essere lasciato... ma, un momento! Non era un film su Berlusconi? Per un momento mi è venuto il dubbio che fosse ispirato alla vita di Cecchi Gori e che alla fine il produttore si candidasse in Lazio per la Lega Nord! In realtà, Berlusconi c'entra, perchè l'ultima speranza per questo produttore è una sceneggiatura di una regista esordiente ispirata alla vita del premier. Un film su un film, che parla molto anche di cinema, che diverte (bellissimo anche il personaggio dell'attore che dovrebbe interpretare il ruolo di Berlusconi: un Michele Placido anche lui in grande forma), che commuove (il pessimo produttore è, però, un bravo e tenero papà che deve spiegare ai figli la fine del suo matrimonio) e fa riflettere, ma non più di tanto e senza aggiungere granchè, sulla situazione politica italiana. Lasciando perdere il polverono mediatico politico che ha generato (con Berlusconi che arriva a dichiarare: "Io sono il caimano; Prodi un poveretto.") rimane uno dei migliori film italiani degli ultimi anni.
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categoria:politica, cinema
lunedì, 27 marzo 2006
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” - Art. 21 Costituzione italianaberlDa Mucchio.it:
La copertina del Mucchio Selvaggio di aprile “avrebbe” dovuto riportare un disegno di uno storico personaggio del fumetto italiano. Il "catzillo" è un fumetto underground, molto famoso negli anni Ottanta, che l'autore Gianfranco Grieco ha modificato per noi facendolo assomigliare a Berlusconi, ovviamente legato a un lungo articolo che mette in guardia sul votare “Forza Italia” alle prossime elezioni politiche.
Abbiamo usato il verbo “avrebbe” perché il distributore nazionale (Parrini) si è rifiutato di fare uscire il giornale in edicola. Non vuole correre il rischio di denuncie penali.
Ne parla anche Loredana Lipperini QUI
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categoria:politica, fumetti
venerdì, 17 marzo 2006
Gli appunti di SilvioAppuntidiSILVIO
Da Diario.it : "Dopo la pubblicazione del finto foglietto di appunti del presidente del Consiglio durante il faccia a faccia con Romano Prodi, il sito Diario.it ha registrato circa due milioni di richieste in ventiquattr'ore. Un risultato straordinario che per alcune ore ha reso inaccessibili il sito e www.quandocerasilvio.com che risiede sullo stesso server. Sul foglio, ripreso dal Corriere della sera, si possono leggere le cifre e i commenti scritti da Berlusconi durante il confronto. Alla redazione di Diario sono giunte molte email di complimenti, alcune richieste di chiarimento (non tutti hanno compreso che si trattava di satira) e numerosi insulti".
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categoria:segnalazioni, politica, televisione
giovedì, 23 febbraio 2006
Appunti della giornata di ieriNYHETER-21s26-prodi-2
Buongiorno a tutti. Ieri pomeriggio sono stato alla presentazione di un saggio di Achille Occhetto, pubblicato dal mio stesso editore (vedi QUI). A presentare il ibro c'erano Walter Weltroni, Giuliano Amato e Romano Prodi. Ero sinceramente curioso di sentirli parlare dal vivo. Weltroni è un grande oratore, appasionante e coinvolgente. Ha ricordato il coraggio di Occhetto nel compiere la svolta, passando dal PCI al PDS. Unico neo: ha ribadito, sostenendo questa sua teoria con trabballanti spiegazioni, di non essere mai stato comunista.  Giuliano Amato ha fatto sicuramente l'intervento più lucido e colto, difendendo un po' la figura di Craxi (fuori tempo massimo?). Romano Prodi è un pessimo oratore, ma mi ha scaldato il cuore. Sarò ingenuo, ma mi sembra proprio una brava persona. Parlando di etica e potere ha ricordato del momento più delicato della sua carriera poltica, quando è stato sfiduciato per un voto. Vennero a parlargli due leghisti che gli proposero il loro sì alla fiducia in cambio di una televisione statale per la padania. Lui rifiutò, come rifiutò di tornare, subito dopo, a formare un governo con Cossiga e Mastella, in cambio della dichiarazione di morte dell'Ulivo. In questo senso per citare un articolo del Corriere (leggi QUI) si potrebbe dire che è Prodi il Celestino V del gran rifiuto e Massimo D'Alema il terribile Bonifacio VIII.

Per alleggerire la serata sono poi andato alla prima di LA TERRA di Sergio Rubini.TheImg

Il film mi è piaciuto abbastanza; veramente buona la prova degli attori e la regia. La storia è molto curiosa, un giallo nella provincia della provincia, in un minuscolo paese, la contesa di quattro fratelli per un'eredità (la terra del titolo), in un clima grottesco e onirico, ma sostanzialmente realistico e verosimile. Spettacolari i titoli di testa. Forse la storia gialla del film (che però non è centrale e quindi forse questa è una scelta voluta e azzeccata) è un po' debole. Non mi era mai capitato prima vendendo un film di capire l'assassino prima ancora che il delitto fosse consumato.
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categoria:segnalazioni, politica, cinema, recensioni libri
venerdì, 27 gennaio 2006
Legalizza!
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Buongiorno a tutti. Un velocissimo, essenziale, necessario commento sulla notizia dell'approvazione in prima battuta delle nuova legge sulla droga che, in un'ottica di ottuso proibizionismo, mette sullo stesso piano droghe leggere e pesanti: CHE STRONZATA!

Per maggiori info QUI e QUI
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categoria:politica
mercoledì, 25 gennaio 2006
Taxi, sbronze e opere pubblicheimages

Buongiorno a tutti. Francesco Giavazzi in un articolo di fondo del 19.01.2006 (Meno ponti più taxi) parlava di priorità a proposito di opere pubbliche e citava Roberto Perotti che sul Sole 24 Ore,  commentando la nuova direttissima Milano – Roma che ridurrà di oltre un’ora la durata di un viaggio, affermava che spesso, arrivati in una delle due stazioni, la coda per i taxi dura quasi un’ora. Per ridurre quell’attesa non bisognerebbe spendere neanche un centesimo: basterebbe aumentare il numero delle licenze. Perché non lo si fa? Perché si andrebbe contro l’interesse particolare dei tassisti. Avete mai visto uno studente fuori sede o un immigrato guidare un taxi? Quando ero a Bologna e cercavo qualcosa per arrotondare, quello del tassista sarebbe stato un lavoro molto bello, interessante, stimolante, suggestivo. Ma accedere alle licenze è pressoché impossibile.
In Inghilterra, invece, avevo sentito parlare di un sistema molto originale (inventato da un gruppo di studenti ed immigrati) per venire incontro alle esigenze di autisti, che una volta presa la loro auto per uscire, si erano sbronzati e non volevano mettersi al volante, per paura di multe e incidenti. Bastava chiamare il numero della compagnia e un ragazzo arrivava a bordo di un piccolo scooter, di quelli che si possono ripiegare e inserire nel portabagagli. Riportato a casa l’autista alcolizzato, lo scooter veniva tolto dall’auto e lo speciale autista, intascato il prezzo della tratta, se ne andava a soccorre un altro cliente. 
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categoria:politica
lunedì, 23 gennaio 2006

Bush e la biciclettabicicletta[1]

Buongiorno a tutti. Sull'ultimo numero d IO Donna (del 21.01.2006) c'è una bella intervista a Ian Rankin, il padre dell'ispettore John Rebus protagonista di una dozzina abbondate di romanzi gialli. Ecco alcuni passaggi interessanti:

"(...) Mi documento sopratutto leggendo polizieschi americani, da Chandler a Ellroy. Non amo i gialli inglesi tradizionali, detective dilettanti e stravaganti, signori e signore in crociera. Insomma, Agatha Christie non fa per me: quel vecchio mondo di maggiordomi e veleni non mi dice proprio niente. Il poliziesco è un modo per parlare della società, per mostarre anche i lati più duri: le periferie degradate, i ricchi arroganti, i politici corrotti. Posso anticipare che il romanzo che sto scrivendo avrà per sfondo il G8 che si è svolto in Scozia nel 2005. Tutti i poliziotti son mobilitati, ma Rebus è tenuto lontano. Poi, ed è un fatto accaduto realmente, il presidente Bush esce per fare un giro sulla sua bicicletta, non guarda e investe un poliziotto che fnisce all'ospedale. Quello, nel mio romanzo, è John Rebus."

Per i libri di Ian Rankin vedere QUI

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categoria:politica, letteratura
sabato, 21 gennaio 2006

Control Arms! ailogo[1]

 

Buongiorno a tutti. Vi invito a partecipare alla foto-petizione promossa da Amnesty International. Per informazioni e per aderire:

 

www.controlarms.org

 

Dal comunicato stampa:

 

Il 9 ottobre 2003 Amnesty International (insieme ad altre associazioni) ha lanciato la campagna mondiale Control Arms, che ha per obiettivo l’adozione di un trattato internazionale sul commercio di armi entro il 2006. Circa mezzo milione di bambini, donne e uomini sono uccisi ogni anno dalle armi. Inoltre migliaia di persone vengono mutilate, torturate o sono obbligate a lasciare le proprie case. Dalle favelas di Rio de Janeiro ai sobborghi di Los Angeles, per arrivare alle guerre civili della Liberia e della Cecenia, l’impatto della proliferazione globale e del perverso utilizzo delle armi ha ormai raggiunto un punto di crisi.
Oggi ci sono circa 639 milioni di armi piccole e leggere nel mondo. Ogni anno ne sono prodotte otto milioni in più. Le armi leggere sono così diffuse che si stima ce ne sia una per ogni 10 persone nel mondo. La fornitura indiscriminata di armi è un problema internazionale con conseguenze locali. La proliferazione incontrollata di armi provoca violazioni dei diritti umani, fa crescere ed alimenta i conflitti, intensifica la povertà. Nonostante il danno che da esse viene provocato, non esiste attualmente nessuna legge internazionale comprensiva e vincolante per controllare l’export di armi. I flusso di armi verso coloro che apertamente violano le leggi umanitarie è assolutamente ignorato da molti governi e da molte aziende produttrici. Le pistole, specialmente, non sono mai state così facilmente reperibili in molte città e regioni del mondo. La diffusione incontrollata degli armamenti, soprattutto di quelli leggeri (vere e proprie armi di distruzione di massa), è pericolosa per la sicurezza nel mondo. Ogni giorno, milioni di donne, di uomini e di bambini vivono nel terrore della violenza armata; ogni minuto, uno di loro resta ucciso. Le armi purtroppo proliferano liberamente in molte zone del mondo attraversate da conflitti. La diffusione incontrollata di armi e il loro uso arbitrario da parte delle forze ufficiali e di gruppi armati hanno un costo elevato in termine di vite umane, di risorse e di opportunità per sfuggire alla povertà.
Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi: una somma che avrebbe permesso a questi paesi di mettersi in linea con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, eliminare l'analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari l'anno) e ridurre la mortalità infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi di dollari l'anno). Ci sono circa 639 milioni di armi leggere nel mondo oggi, e 8 milioni vengono prodotte ogni anno.
Da queste considerazioni devono discendere scelte, mobilitazioni, politiche che favoriscano la diffusione di una reale sicurezza attraverso un controllo ed una regolamentazione efficaci degli armamenti. La foto-petizione è un nuovo strumento di mobilitazione che intende raccogliere un milione di volti in tutto il mondo entro il luglio 2006. Proprio nel luglio 2006, a New York, si terrà la conferenza di revisione delle Nazioni Unite sul Programma d’azione per prevenire, combattere e sradicare il traffico illecito delle piccole armi e delle armi leggere in tutti i suoi aspetti e in quella occasione le ONG presenteranno ai governi tutte le fotografie raccolte per indurli ad affrontare le proprie responsabilità firmando il trattato internazionale sul commercio delle armi.

 

 

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categoria:politica
sabato, 14 gennaio 2006

Puzze e codicisator_square[1]

 

 

 

 

Buongiorno a tutti. Sul Corriere della Sera di oggi (14.01.2006) c’è una sconcertante intervista ad Antonio Di Pietro chiamato come esperto di intercettazioni telefoniche e codici segreti a commentare questo SMS inviato al cellulare di Giovanni Consorte:

 

 

 

“È ormai ufficiale, Giovanni Consorte, presidente della compagnia assicurativa Unipol, fa le puzze. Fonti molto vicine all’ad della compagnia bolognese confermano la notizia che ogni mattina in via Stalingrado (sede Unipol) si levano dei miasmi ammorbanti riconducibili proprio alle flatulenze del manager abruzzese. La cittadinanza e i residenti si sono già rivolti al sindaco affinché faccia trasferire immediatamente l’untore. Il sindaco Cofferati, già forte del successo del trasferimento delle gocce, ha garantito lo spostamento della moffetta abruzzese in tempi rapidi. Sede probabile via Roma.”

 

 

 

 

 

Ecco la geniale interpretazione di Antonio Di Pietro:

“Direi che non è un messaggio a Consorte, visto che si parla di lui, ma un sms che qualcuno gli gira perché sta facendo il doppio gioco e lo avverte della situazione, un “traditore” nella filiera dei messaggi. La “puzza” è uno che rompe le scatole, a quanto pare lo stesso Consorte. E questa puzza la si vuol togliere di mezzo e portare via da Bologna a Roma. Qualcuno è venuto a saperlo e lo dice a un altro che lo dice a Consorte.”

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categoria:politica
sabato, 14 gennaio 2006

Succede solo da McDonald’smc_china

 

 

 

 

Buongiorno a tutti. Qualche anno fa, facevo il secondo o terzo anno di università a Bologna, e (beata giovinezza!) mi ero messo in testa che dovevo iniziare a vivere senza l’aiuto economico dei miei genitori. Per un paio di mesi ho lavorato per il McDonald’s della stazione ferroviaria. Oltre a mostrarci un esilarante documentario sulla storia, la filosofia e la geografia di McDonald’s presentato da un Paul Newman che ricordava tantissimo il Troy Mc Lure dei Simpson (“Salve; sono Paul Newman. Forse vi ricorderete di me per altri documentari di multinazionali, come “Stasera affittiamo un video da BlockBuster” o “Facciamo il pieno alla Shell”), ci fu regalato un libro, McDonald’s Una storia italiana di Mario Resca e Rinaldo Pianola edito dai tipi della Baldini & Castoldi (curiosamente lo stesso titolo dell’indimenticabile opuscolo inviato a tutte le famiglie italiane dall’allora aspirate premier Silvio Berlusconi) di cui vorrei segnalare un’agghiacciante frase che mi ha fatto capire più cose sulla globalizzazione di qualsiasi altro saggio abbia mai letto in vita mia:

 

 

 

“McDonald’s non è un gioco. È un impresa globale che tende alla massimizzazione del profitto, servendo i clienti, svolgendo una funzione che considera imprenditoriale e sociale al tempo stesso. McDonald’s non conosce confini e come una grande potenza opera con una sua politica estera. Nessun Paese che abbia un ristorante McDonald’s ha mai dichiarato guerra a un altro Paese dove sia presente McDonald’s.

 

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venerdì, 13 gennaio 2006

carceri[1]Almeno lui ci prova

 

 

 

 

 

 

Buongiorno a tutti. Primo post politico sul mio Blog. Sulla rubrica “Il borsino della politica” di Gianna Fregona e Maria Teresa Meli del CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE di ieri (12.01.2006) le quotazioni di Marco Pannella vengono date in calo. La colpa del leader radicale sarebbe quella di aver “finito per prendere in giro migliaia di detenuti che hanno creduto alla possibilità di uscire dal carcere. Cinico.”

Sinceramente non credo che Pannella sia cinico; un po’ sognatore, un po’ visionario, un po’pazzo, un po’ rompiscatole, cerca con arroganza ed egocentrismo di mettere al centro dell’agenda politica quelle che lui crede siano le priorità del paese. Le carceri italiane sono sovraffollate, e questo è un problema reale, grave, di civiltà, che riguarda emarginati che andrebbero rieducati dopo essersi resi colpevoli di reati e non costretti a una vita da bestie. Sono sinceramente convinto che più un paese spenda per le proprie carceri, meno crimini verranno commessi dai suo cittadini.

 

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venerdì, 13 gennaio 2006

Risveglio con equivococoplibrij-2.asp

 

 

 

 

 

 

Buongiorno a tutti. La lettura dell’ottimo, veloce e divertente saggio La paura preferita. Islam: fascino e minaccia nella cultura italiana di Luca Scarlini, mi ha fatto tornare in mente un raccontino che avevo scritto alla Holden per un laboratorio sull’udito.

 

 

 

“Da quando sono entrata in menopausa questa è la prima volta che riesco a rimanere a letto oltre le sei del mattino. Maledetta insonnia. Persino le tre bestiacce che abitano qui di fianco sembrano docili oggi. Il traffico è fastidioso lì sotto. Ambulanze, polizia, gente che urla. Ma dopo tanto tempo non mi fanno più né caldo né freddo. Forse oggi ce la faccio a dormire. E invece no. Vengo svegliata dai tre figli pakistani dei miei vicini pakistani che stanno facendo un bordello pakistano. Alle 9.30 del mattino, dico. Quei tre animali inferociti continuano a sbattere oggetti. Saranno pentole, bicchieri, sedie, tavoli. Mi hanno svegliata con una botta micidiale. Come minimo hanno distrutto metà del loro appartamento. Un rumore talmente forte che tutti gli altri rumori da giù si sono accorti di non poter competere e si sono defilati, vergognosi e impotenti. Ma poi, cazzo, si sono fatti coraggio e hanno cominciato mille volte più forte di prima. Più ambulanze, più polizia, più urla. E io sempre più sveglia. Ma anche le bestiacce si fanno risentire. Un nuovo colpo infernale. Cazzo. Come quello di prima. Giù, di nuovo tutto fermo. Hanno vinto i marmocchi.  Col cazzo. Ecco che di sotto c’è più casino di prima. Ancora più ambulanze, più polizia, più urla. Ormai sono sveglia, tanto vale che mi alzi. Un caffè e una doccia. Ma domani quei fottuti arabi mi sentiranno. Ah, se mi sentiranno.”      Tutto questo, con qualche eufemismo in meno e qualche imprecazione in più, pensava in uno stato di dormiveglia Oriana Fallaci l’ 11.09.2001 a New York.

 

 

 

 

 

 

Della Fallaci vorrei, invece, segnalare questa frase di una sua “Intervista a se stessa” di tanto tempo fa che mi ero appuntato:

“Condanno i giudici che affidano i figli solo all’ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche se stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere.”

postato da: AlessioRomano alle ore 17:28 | Permalink | commenti
categoria:politica, racconti