Risveglio con equivoco
Buongiorno a tutti. La lettura dell’ottimo, veloce e divertente saggio La paura preferita. Islam: fascino e minaccia nella cultura italiana di Luca Scarlini, mi ha fatto tornare in mente un raccontino che avevo scritto alla Holden per un laboratorio sull’udito.
“Da quando sono entrata in menopausa questa è la prima volta che riesco a rimanere a letto oltre le sei del mattino. Maledetta insonnia. Persino le tre bestiacce che abitano qui di fianco sembrano docili oggi. Il traffico è fastidioso lì sotto. Ambulanze, polizia, gente che urla. Ma dopo tanto tempo non mi fanno più né caldo né freddo. Forse oggi ce la faccio a dormire. E invece no. Vengo svegliata dai tre figli pakistani dei miei vicini pakistani che stanno facendo un bordello pakistano. Alle 9.30 del mattino, dico. Quei tre animali inferociti continuano a sbattere oggetti. Saranno pentole, bicchieri, sedie, tavoli. Mi hanno svegliata con una botta micidiale. Come minimo hanno distrutto metà del loro appartamento. Un rumore talmente forte che tutti gli altri rumori da giù si sono accorti di non poter competere e si sono defilati, vergognosi e impotenti. Ma poi, cazzo, si sono fatti coraggio e hanno cominciato mille volte più forte di prima. Più ambulanze, più polizia, più urla. E io sempre più sveglia. Ma anche le bestiacce si fanno risentire. Un nuovo colpo infernale. Cazzo. Come quello di prima. Giù, di nuovo tutto fermo. Hanno vinto i marmocchi. Col cazzo. Ecco che di sotto c’è più casino di prima. Ancora più ambulanze, più polizia, più urla. Ormai sono sveglia, tanto vale che mi alzi. Un caffè e una doccia. Ma domani quei fottuti arabi mi sentiranno. Ah, se mi sentiranno.” Tutto questo, con qualche eufemismo in meno e qualche imprecazione in più, pensava in uno stato di dormiveglia Oriana Fallaci l’ 11.09.2001 a New York.
Della Fallaci vorrei, invece, segnalare questa frase di una sua “Intervista a se stessa” di tanto tempo fa che mi ero appuntato:
“Condanno i giudici che affidano i figli solo all’ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche se stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere.”