martedì, 21 febbraio 2006
Le umiliazioni non finiscono mai (e iniziano molto presto)Old%20Radio-783472[1]
Episodio 2: L'intervista

Venerdì pomeriggio, mentre ero in viaggio sull'autobus che mi riporta da Roma a Pescara, ho ricevuto una telefonata per la partecipazione a una trasmissione radiofonica che sarebbe andata in onda sabato mattina alle 10 e mezza. Io, contentissimo, ho detto di sì, ho dato il mio numero di casa, ma poi me ne sono completamente scordato. Dopo cena sono uscito con un paio di amici e, per farla breve, ho fumato e bevuto come un maiale. Sono tornato a casa alle sei di mattina, ho vomitato un paio di volte e mi sono buttato a letto. Alle undici meno un quarto mi ha svegliato il telefono.
"Parlo con Alessio Romano?"
"....hummm sì"
"Siamo in ritardo. La metto subito in onda."
Dopodichè sono stato intervistato, in diretta, per una mezzora abbondante. Oltre al fatto di essere ancora ubriaco e completamente rincoglionito per il sonno, mi è salita anche l'ansia che non avevo avvertito i miei (abitano al piano di sopra al mio, ma hanno la stessa linea telefonica) e che mia madre è solita interrompere le mie telefonate alzando la sua cornetta e dicendo: "Alè, riattacca! Devo chiamà zia Lalla".
Alla fine mi sembrava stesse andando tutto per il meglio, mi è venuta una brillante logorrea alcolica e anche se non ricordo bene cos'ho detto, l'intervistatore continuava a elogiare il mio libro. Insomma, pensavo fosse andato miracolosamente tutto liscio. Solo che alla fine, queste sono state le parole con cui il conduttore si è congedato con gli ascoltatori:
"Ringraziamo Alessio Romano per il suo intervento e ci scusiamo per aver interrotto il suo riposo".
postato da: AlessioRomano alle ore 16:20 | Permalink | commenti (4)
categoria:umiliazioni, paradise for all
lunedì, 30 gennaio 2006
Le umiliazioni non finiscono mai (e iniziano molto presto)888246671X

Buongiorno a tutti. Sulla falsariga di quanto fanno i 70 autori de Le umiliazioni non finiscono mai ho deciso di raccontare anche le mie, quelle della mia, appena iniziata, “carriera di scrittore”.
Ecco la prima:
La foto

Qualche mese prima che uscisse Paradise for All, mi fu chiesto di inviare una mia foto per il catalogo delle uscite del mese. E di farlo in fretta perché il catalogo doveva andare in stampa entro pochi giorni. Preso dal panico presi a guardare le foto che avevo nell’archivio del mio portatile. Quasi tutte mi ritraevano: o ubriaco, o abbracciato a una bella ragazza dall'aria disgustata, o che mostravo parti di corpo che in genere è buona creanza non mostrare, o tutte e le tre le cose insieme. Ne trovai una, in bianco e nero, in cui avevo barba e capelli incolti e uno sguardo tra il sognate e il meditabondo (probabile fossi strafatto al momento dello scatto), ma che mi sembrava perfetta; il tipo di facce che si trovano nei libri di filosofia delle scuole medie. La  mandai tranquillo. Il giorno dopo mi arrivò una mail di Massimiliano Governi, bravissimo scrittore, e direttore della collana italiana della Fazi. “Alessio, nella scheda ho messo che sei un giovane talento, ma vista quella foto che hai mandato, non ci crede nessuno. Non mi riferisco al talento, ma al fatto che sei giovane. Manda un’altra foto, che lì sembri un vecchio oste romagnolo”. Ferito nell’orgoglio, ma per niente scoraggiato, mi sbarbai completamente, sistemai un po’ il capello, mi feci prestare la macchina fotografica digitale ad altissima risoluzione di un mio amico geologo e ne convocai a casa un altro con l'hobby della fotografia, spiegandogli la delicata situazione. Il risultato furono una serie di cinque foto: in una ero al tavolo dello studio davanti al computer, un paio di primi piani, una con le spalle al muro. Insomma, mi parevano tutte molto buone e le mandai fiducioso. Ecco la risposta che arrivò il giorno dopo, da parte di una diplomatica redattrice della Fazi: “Mi dispiace ti sia sbattuto tanto. Alla fine abbiamo pensato di gettare un’ombra di mistero sulla tua identità. Per incuriosire e attrarre. Per questo abbiamo preferito non mettere nessuna foto.
postato da: AlessioRomano alle ore 01:15 | Permalink | commenti (3)
categoria:racconti, letteratura, recensioni libri, umiliazioni