Mi sono portato il mio vecchio motorino a Roma
Ma quant'è bello andare in giro in motorino per Roma? Con tutte quelle buche, che ti sembra di stare trapanando il cemento, mentre a destra, sinistra, da tutti i lati, ogni tipo possibile di mezzo cerca di superati (anche pedoni e biciclette), tanto che ti sembra di essere in una delle brutte scene di inseguimento della nuova serie di Guerre Stellari, quella farlocca, non la prima, e poi, che bello perdersi andando in giro alla cazzo e ogni tanto ritrovarsi di fronte, apparizione impossibile e commovente, a un cosa tipo il Colosseo, i Fori Imperiali, San Pietro, l'Altare della Patria. E, poi, com'è bello, e rassicurante sulla natura dell'uomo e sul destino del mondo, chiedere informazioni a Roma, così diverso dal farlo a Torino (dove la gente sembra per prima cosa sinceramente stupita dalla possibilità, nuova, mai concepita prima, che si possa comunicare tra estranei, tra gente che non è mai stata presentata prima, che non ha mai mangiato insieme) o a Pescara (dove non sembra possibile che veramente chi ti sta chiedendo un'informazione non sappia la risposta, anzi sembra incredibile che esista qualcuno che non sia nato a Pescara e che non conosca bene la città) o a Bologna (dove il problema è la superbia, del non accontentarsi del dare l'informazione, ma dal dover dimostrare di saperne a pacchi sulla questione, e che quindi non si dice al bivio gira a sinistra, ma si spiega anche quello che succederebbe andando dritti o a destra, e alla fine si fa solo una gran confusione), o a Venezia (dove l'unica risposta a qualsiasi domanda è "Sempre dritto", in qualsiasi direzione e per qualsiasi destinazione). A Roma ti viene il dubbio che li paghi tutti Weltroni, che a fine mese i romani ricevano un qualche euro in più in busta paga, sotto la voce Servizio Informazioni Forestieri. Uniche due cose da evitare: mai chiedere dov'è un posto, informazione che magari a te serve solo come punto di riferimento, se invece devi andare da un'altra parte. Ti inseguono, si sbracciano disperati, tanto che alla fine rinunci e vai in quella direzione, per non dargli un dispiacere. E mai chiedere informazioni a un'altro in motorino. "Seguimi" ti dice. Ma è una parola, per uno abituato al traffico di Montesilvano, stare dietro a un romano in scooter.